IL tumore al seno è quello più frequente negli ultimi 10 anni. Nel 1982 c’erano 30 mila casi l’anno, ora sono quasi raddoppiati, siamo a 57 mila.
A Latina abbiamo registrato
La nuova direttrice generale dell’ASL , Silvia Cavalli, ha mostrato grande sensibilità verso questa patologia al femminile ed ha potenziato il reparto, dando la giusta accelerazione e importanza.
Quando una donna viene colpita da tumore alla mammella, ci ha sottolineato Silvia Cavalli,viene colpita non solo la donna e la sua famiglia, ma tutta la società. Quando si interviene non viene curata sola la malattia, ma anche la donna in tutti i suoi affetti.
Con la pandemia si sono allungate le lsite di attesa e gli screening per la diagnosi precoce sono stati bloccati,perchè molti evitano di entrare in ospedale per paura dei contagi.
Che cosa chiedono le pazienti prof Ricci ?
“La domanda più frequente da parte delle donne affette da tumore al seno è se potranno avere figli . La risposta è sì ,oggi è possibile conciliare la malattia con una futura gravidanza. Esistono diverse tecniche per consentire alle paziente di tutelare la propria fertilità, anche durante le cure anticancro, che, come sappiamo, sono pesanti.” “Sconfitto il covid,sottolinea il prof Ricci, riprenderemo con più lena il lavoro, snellendo le liste d’attesa. Ci sono molti miglioramenti nelle terapie e se la diagnosi precoce viene applicata con puntualità, gli interventi chirurgici hanno più efficacia e si puo’ raggiungere il 95% delle guarigioni. E’ questo il nostro obiettivo”.
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