Dopo due ore di camera di Consiglio nel processo di Appello i giudici hanno condannato all’ergastolo Marco Bianchi ed a 28 anni il fratello Gabriele.
Le parole di Gabriele Bianchi in aula
“Non siamo dei mostri, siamo addolorati per quanto accaduto e chiediamo scusa alla famiglia di Willy. In questi anni sono stato descritto come una persona che non sono – ha detto Gabriele Bianchi in aula prima della sentenza -. Non vivevo di delitti, avevo una frutteria, mi svegliavo alle tre del mattino per lavorare. Io e mio fratello abbiamo commesso degli errori e siamo pronti a pagare”.
L’imputato ha ribadito di “non avere mai colpito quella notte Willy , non l’ho toccato” e rivolgendosi alla madre della giovane vittima presente in aula si è detto “addolorato” per quanto avvenuto. “Ho chiesto un incontro con familiari – ha continuato – per poterli guardare negli occhi e se potessimo cambiare le sorti di quella sera”.
Dal canto suo, Marco, in video collegamento, si è dichiarato “responsabile per il calcio al fianco dato” a Willy ma non quando era a terra, mi dispiace per mio fratello che è stato coinvolto pur non avendolo mai toccato. Pagherò per la mia responsabilità, ma non siamo mostri. Non meritiamo tutto questo odio mediatico, spero in una pena giusta”.
La procura generale della Corte di Appello di Roma nelle scorse udienze aveva chiesto la condanna all’ergastolo per i due ragazzi, senza il riconoscimento delle attenuanti generiche. Al nuovo processo d’ Appello si è arrivati dopo che la Cassazione ha riconosciuto per tutti la responsabilità penale per omicidio volontario e ha disposto il nuovo giudizio, limitatamente alle attenuanti generiche, che erano state riconosciute ai fratelli Bianchi nel primo processo di Appello, facendo scendere la condanna per i due dall’ergastolo a 24 anni.
Sono già definitive invece le condanne per gli altri due imputati, 23 anni per Francesco Belleggia e 21 anni per Mario Pincarelli. “La morte di Willy è un evento indecente sia nelle modalità in cui è avvenuta, sia per i motivi”, aveva detto il pg nella sua requisitoria. Un pestaggio “brutale durato cinquanta secondi” nel quale i due fratelli Bianchi hanno avuto “un ruolo preponderante con Gabriele, esperto di Mma, che dà il via con un violento calcio al petto di Monteiro seguito subito da Marco Bianchi”. I due fratelli, secondo il rappresentante dell’accusa, non hanno avuto alcun tipo di “revisione critica” in merito a quanto hanno compiuto.
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