Una veduta dello stabilimento TBM di Rida Ambiente, tra i più ecologici e all'avanguardia in Italia

APRILIA– Prosciolto il patron di Rida Ambiente: legittimo l’ampliamento del piazzale per lo stoccaggio. Si è conclusa con un proscioglimento l’udienza predibattimentale che vedeva sul banco degli imputati il patron di Rida Ambiente, Fabio Altissimi, insieme a due collaboratori, per presunte irregolarità legate alla realizzazione di un piazzale destinato allo stoccaggio di rifiuti nei pressi dell’impianto di trattamento meccanico-biologico in via Valcamonica, ad Aprilia.

L’udienza si è svolta il 19 gennaio 2026 davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Elena Sofia Ciccone, e si è conclusa con la dichiarazione di non luogo a procedere nei confronti dei tre imputati per difetto di una ragionevole previsione di condanna. 

Il caso giudiziario

L’inchiesta riguardava circa 1.500 metri quadrati di piazzale considerati dalla Procura di Latina come area realizzata in assenza di autorizzazioni o comunque in difformità rispetto alle prescrizioni urbanistiche e ambientali. Tali aree facevano parte di una superficie complessiva di circa 27.000 metri quadrati destinata allo stoccaggio di rifiuti per recupero energetico (codice R13) e per smaltimento preliminare (codice D15). 

Nel corso del procedimento, la difesa di Altissimi, assistito dall’avvocato Giacomo Satta del Foro di Roma, ha evidenziato come parte dell’area contestata fosse stata di fatto sanata dalla Regione Lazio, che aveva successivamente autorizzato l’intervento. 

Autorizzazioni e controversie amministrative

Il progetto, autorizzato dalla Regione Lazio nel luglio 2020, aveva già generato un lungo contenzioso amministrativo con il Comune di Aprilia, che contestò l’assenza di adeguata Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e Valutazione Ambientale Strategica (VAS), oltre a criticare la procedura urbanistica seguita. 

In precedenti gradi di giudizio, sia il TAR del Lazio sia il Consiglio di Stato avevano già confermato la legittimità dell’autorizzazione regionale, ritenendo che l’intervento non configurasse un ampliamento sostanziale dell’impianto di trattamento dei rifiuti e che gli aspetti prescritti dalla normativa fossero stati rispettati. 

Conclusioni dell’udienza e proscioglimento

Alla luce delle argomentazioni difensive e dell’assenza di una prospettiva concreta di condanna, il Tribunale ha quindi disposto il proscioglimento degli imputati, ponendo fine alla vertenza che si trascinava da anni. 

Questo esito chiude una fase processuale delicata per la società ambientale e per gli amministratori coinvolti, ma non esaurisce del tutto il dibattito pubblico e amministrativo sull’adeguatezza delle procedure di autorizzazione per infrastrutture legate alla gestione dei rifiuti nella provincia. 

 


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