LATINA – L’anno appena concluso, le cui complessità hanno mostrato singulti alternati in ragione dell’evolversi della pandemia, impone cautela nell’analisi delle dinamiche in atto in quanto emergono indicazioni di un bilancio positivo della demografia imprenditoriale, che tuttavia non esprime il pieno recupero rispetto ai valori pre-covid.

Si confermano infatti le tendenze di fondo già evidenziate: l’evidenza macroscopica che la crescita è per la gran parte ottenuta dal settore delle costruzioni, grazie all’incentivo dell’ecobonus sulle ristrutturazioni; ulteriore segnale che trova pressochè concordanza su scala territoriale, il ritorno ad una modesta espansione delle attività commerciali.

Gli avanzi positivi significativamente superiori a tutti i livelli territoriali, seppur marcatamente asimmetrici in termini settoriali, rispondono ad un’algebra demografica espansiva in termini di nuove iscrizioni, ma che risultano nettamente inferiori ai valori pre-pandemici, come altrettanto avviene in termini di cessazioni la cui minore accentuazione pandemica è fortemente condizionata dall’effetto congelamento degli interventi governativi sul credito tramite lo strumento del Fondo di Garanzia e le moratorie sui prestiti, il cui evolversi nel prosieguo è ancora oggetto di dibattito, atteso che l’ABI stessa è intervenuta sul rischio di default di una consistente platea di imprese.

D’altronde, in uno scenario ulteriormente mutato a causa delle incertezze sopravvenute connesse ai costi delle materie prime, in primis energia e gas, ed al protrarsi delle difficoltà di approvvigionamento, nonché al riacurisi dei contagi con effetti depressivi sui consumi connotano prospettive di crescente incertezza.

L’avanzo demografico su scala nazionale, pari ad oltre 86mila unità mostra un rimbalzo sui  valori targati 2019 (19mila unità aggiuntive) senza precedenti; altrettanto positivi i dati laziali (+2,16% il tasso di crescita, a fronte del +1,42% a livello Italia). Al riguardo, la nostra regione conferma una performance tra le più positive nel panorama regionale, posizionandosi al primo posto nella relativa graduatoria, tuttavia condivide le medesime tendenze evidenti anche su scala nazionale, avendo recuperato quasi in toto i valori pre-covid per quanto attiene le nuove aperture, mentre le cessazioni mantengo toni minori, nella misura di circa ¼ in meno rispetto al 2019. 

Passando alle province di Frosinone e Latina, entrambe confermano una più sostenuta crescita, con la più accentuata polarizzazione delle costruzioni, per un recupero delle iscrizioni complessive più contento nel frusinate rispetto ai valori del 2019. Condiviso anche il ritorno sul sentiero positivo delle attività commerciali, che risulta più vivace in terra pontina.


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