Rinvenuti due relitti nel Golfo di Follonica

Il fondale, ricchissimo di materiale archeologico, è stato geo-localizzato, censito e mappato, per poi essere ricoperto con teli speciali e sabbia adatti alla preservazione dell'habitat marino.

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FOLLONICA (GR)- La sensazionale scoperta archeologica, avvenuta ieri, 4 dicembre, nella secca antistante il Golfo di Follonica, è stata possibile grazie all’intervento dei finanzieri del Reparto Operativo Aeronavale di Livorno in collaborazione con la Tenenza di Follonica. L’operazione per il recupero del materiale archeologico era iniziata a giugno con le attività investigative preliminari, e si è conclusa in questi giorni con proficui risultati anche grazie a un finanziamento speciale ottenuto dalla Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Siena Grosseto e Arezzo, diretta da Andrea Muzzi.

Il Nucleo Sommozzatori, coadiuvato dall’Asps Servizi archeologici e dal diving Feel Dive di Scarlino, ha rilevato una stratificazione di relitti in seguito a naufragi costituita da due scafi, uno di epoca romana e uno forse settecentesco. L’ipotesi più probabile, viste le numerose anfore rinvenute, è che si tratti di navi che oggi definiremmo mercantili, che trasportavano carichi dalle coste etrusche fino a Roma. L’affondamento sarebbe da ricondurre all’impatto col basso fondale, frequentissimo durante la navigazione a vista praticata all’epoca.

Il sito sarà un’importantissima fonte di studio per archeologi, storici e biologi: grazie all’analisi dei ritrovamenti, si potranno avere informazioni fondamentali sulla storia della navigazione.


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