Nei giorni scorsi, la Giunta Comunale di Sabaudia ha deliberato uno studio di fattibilità tecnico-economica per la salvaguardia del litorale, redatto dall’ufficio tecnico e corredato di una breve relazione, una cartografia e un quadro economico generale.

Pur concordando, in linea generale, sulla necessità di interventi a difesa patrimonio ambientale, per Il Partito Democratico di Sabaudia qualche dubbio rimane.

“Lo studio infatti – scrivono – Giancarlo Massimi e Luca Mignacca, rispettivamente capogruppo consiliare e segretario locale del Partito – presuppone un incarico per diventare un progetto definitivo e poi esecutivo, soggetto alle necessarie autorizzazioni degli Enti competenti (Parco, Regione, Sovrintendenza etc.) nonchè un finanziamento e un bando pubblico per diventare cantierabile”.
Per finanziarlo per circa 1,5 milioni di euro – aggiungono – il Comune ha deciso di ricorrere alla contrazione di un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti. Questo comporta la modifica del programma Triennale delle Opere Pubbliche da approvare in Giunta ed in Consiglio Comunale in funzione del prossimo bilancio (quest’anno il termine ultimo è stato il 31 agosto e il Commissario ha approvato quello di Sabaudia a giugno), se non si vuole portare entro l’anno corrente”.
Tutto ciò per evidenziare che “non sono così brevi le tempistiche per l’intervento, come il comunicato del Sindaco in prima battuta lascerebbe presumere. Possiamo dire di essere solo all’inizio, di trovarci di fronte ad una scelta programmatica”.

“Il Comune ha una buona capacità di contrarre mutui – considerano – ma ha soprattutto la necessità di rendere meno rigido il bilancio che tra ratei dei mutui in corso e spesa per le funzioni fondamentali già oggi copre il 90% delle spese che potrebbero certamente aumentare con il costante incremento del costo dell’energia. Questo significa che una scelta di finanziamento esclude l’altra: non vorremmo, ad esempio, che se volessimo acquistare il Cinema Augustus con un mutuo e fare da subito piccoli interventi di ristrutturazione dello stesso per farlo rivivere, non potremmo farlo e lo stesso vale anche per altre opere”.

“In tale contesto e senza voler attribuire responsabilità o colpe a nessuno” gli esponenti del Pd ricordano “che sono fermi due finanziamenti regionali per complessivi 550mila euro, erogati con il 20% in acconto, per interventi di recupero dell’arenile a ridosso della foce del canale Caterattino, così come sono fermi –1,1 milioni di euro dell’accordo tra Latina e Sabaudia per il recupero dell’arenile a ridosso di Rio Martino, la maggior parte degli interventi dovrebbero interessare il Comune di Sabaudia”.
“I primi due – spiegano – sono in attesa della valutazione di incidenza da parte dell’Ente Parco; quello che riguarda Latina e Sabaudia vaga nelle paludi delle burocrazie comunali, senza sapere quando si arriverà alla conclusione. Si convochi subito un tavolo con Regione ed Ente Parco per il via libera, perlomeno, ai due interventi di ripascimento”.

Senza dimenticare “che l’Ente Parco è titolare di un finanziamento derivante dalla linea “Parchi per il clima” di oltre 2,5 milioni di euro per la difesa della duna. Risorse cash che per essere spese necessitano, viste le difficoltà del Parco sul lato del personale, di un accordo tra i due enti trasferendo al Comune alcune fasi del procedimento relativamente alla progettazione e alla gestione delle procedure di gara”.

“In conclusione – dichiarano Massimi e Mignacca – sarebbe importante coordinare le progettazioni Comune/Ente Parco per evitare che la mano destra non sappia cosa fa la sinistra e ancor di più coordinare gli interventi a tutela della duna già finanziati prima di contrarre nuovi mutui. bisogna passare dalle parole ai fatti”.


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