Specie animali quasi scomparse, ora stanno tornando. Se ne parla ad Assisi

22

ASSISI – L’ibis eremita, lo storione dell’Adriatico, il tritone sardo, il bisonte europeo e le altre “Dieci Storie di Successo”. Specie animali quasi scomparse (o del tutto estinte) che stanno tornando grazie ai progetti di reintroduzione in natura di esemplari nati in parchi zoologici e acquari d’Italia. A queste e ad altre storie è dedicato il 1° Convegno Nazionale promosso dall’Unione Italiana Giardini Zoologici e Acquari, in programma dal 9 all’11 ottobre ad Assisi. Ricercatori, educatori, biologi, medici veterinari, accademici e professionisti del settore confronteranno gli ultimi risultati scientifici sulla conservazione delle specie a rischio di estinzione. E lo faranno proprio lì, dove ottocento anni fa prese forma la prima idea di “custodia del Creato” grazie all’intuizione di San Francesco con il Cantico delle Creature.«A conferma che invertire la rotta dell’estinzione è possibile quando scienza, istituzioni e zoo lavorano insieme», sottolinea il presidente Cesare Avesani Zaborra. Ad aprire i lavori della mattina del 10 ottobre, gli interventi del Vescovo di Assisi Monsignor Domenico Sorrentino e del Comandante Reparto Carabinieri Biodiversità di Assisi Marco Fratoni. Mentre nella giornata di sabato 11 ottobre a partire dalle 12, verso la conclusione di una due giorni ricca di ospiti nazionali e internazionali, il rilascio di alcuni rapaci salvati e riabilitati presso il Centro di Recupero Animali Selvatici Formichella del Reparto Biodiversità dei Carabinieri.

Solo dal 2008 in poi, si conta il rilascio di più di 4mila esemplari appartenenti a specie animali sull’orlo della scomparsa, ad opera di parchi zoologici e acquari d’Italia.«“Invertire la rotta” è un fatto concreto», prosegue Avesani Zaborra.«Non è un auspicio, non è una speranza per il futuro. È già avvenuto per decine di specie, in Italia e in Europa. Siamo riusciti a riportare indietro, sulla scala dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, specie animali selvatiche che sembravano ineluttabilmente destinate alla scomparsa. Siamo riusciti ad allevarle, siamo riusciti a capire meglio i loro meccanismi biologici, siamo riusciti a proteggerle una volta reintrodotte nel loro ambiente naturale. Si tratta di risultati possibili grazie al coinvolgimento diretto, al lavoro incessante di ricerca scientifica, all’impiego di specialisti della conservazione che richiede sempre più competenze trasversali e a una dedizione quotidiana alla cura e al benessere degli esemplari ospitati nelle strutture zoologiche. E tutto questo non sarebbe stato realizzabile se non avessimo avuto il sostegno di milioni di persone che calcano i nostri sentieri e che ci permettono questi investimenti».

Numeri e storie che verranno osservate da vicino durante la tre-giorni scientifica, in cui sarà dato ampio spazio anche al tema della divulgazione della scienza. Dopo le sessioni di “Conservation Projects in Europe”,“World Conservation Projects” e “Conservation Education”, sarà la volta di “Communication of Science”. L’occasione per confrontarsi con ospiti di primo piano nel panorama italiano del giornalismo, della letteratura e dei social media.


News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.