Terracina, sorveglianza speciale e confisca di beni per un appartenente al clan Licciardi

1034

Il Commissariato di Terracina ha notificato e sottoposto alla Misura di prevenzione della Sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, per la durata di tre anni, Eduardo Marano, 57 anni, pregiudicato originario di Napoli. L’uomo, che dimora a Terracina, viene ritenuto appartenente al clan camorristico, con roccaforte a Napoli, appartenente alla famiglia “Licciardi”. Il Provvedimento, emesso dal Tribunale Penale di Latina, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma dispone il sequestro e la confisca di beni, direttamente e indirettamente riconducibili al Marano. Con Provvedimento dello stesso Tribunale, del 5 novembre 2015, era già stato disposto il sequestro anticipato dei beni tra i quali anche alcuni intestati a terze persone e familiari del destinatario. Con l’odierna misura, sebbene alcuni dei beni nella disponibilità del Marano siano stati restituiti, numerosi altri beni mobili ed immobili sono stati confiscati. Infatti, gli sono stati sottratti definitivamente, per entrare nel patrimonio dello Stato, alcuni immobili consistenti in: case, veicoli, conti correnti, contratti di acquisto di titoli di Stato, azioni, obbligazioni, ed altri beni. Il duro colpo al patrimonio dell’appartenente al “clan Licciardi” è stato eseguito grazie al lavoro di investigazione operato dagli specialisti del G.I.C.O. (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) della Guardia di Finanza.

Eduardo Marano, secondo le contestazioni, rientra a pieno titolo nella categoria delle persone socialmente pericolose in quanto appartenente ad un’associazione di stampo camorristico. Lo stesso, oltre ad essere legato da stretti rapporti di parentela con la famiglia che ha dato il nome al clan e dalla quale si sono succeduti i capi storici, viene ascritto al gruppo criminale anche da numerosi collaboratori di giustizia le cui dichiarazioni hanno dato riscontro alle numerose operazioni di polizia che nel tempo sono state condotte. I “collaboratori di giustizia”, nel delineare l’organigramma criminale dell’associazione, hanno concordemente inserito proprio la figura di Marano. Sull’esistenza del clan e sulla sua connotazione di organizzazione ascrivibile alla criminalità organizzata, tuttora operante, hanno fatto luce le numerose pronunzie giurisprudenziali che hanno acclarato l’esistenza e l’operatività del “clan Licciardi” nell’ambito della cosiddetta “Alleanza di Secondigliano”.

 

 


News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.