LATINA – Da qualche tempo si respira aria museale al Santa Maria Goretti di Latina. Per accorgersene basta seguire gli itinerari obbligati o fare un giro fra atri e locali dei vari reparti. Sulle cui pareti, bene in vista, si snoda una lunga sequenza di pannelli grafici raffiguranti i luoghi simboli di tutti i Comuni della Provincia pontina. Una vera e propria mostra d’arte, dallo stile e dalle modalità espressive ormai facilmente riconoscibili ai più, che comincia ad aprirsi sin dall’androne d’ingresso per poi espandersi in tutto il corpo centrale del complesso, ad arricchire di colori e contenuti gli interni dell’ospedale.

Una iniziativa meritoria volta alla promozione del nostro territorio provinciale, ma soprattutto una piacevole digressione che va ad insinuarsi positivamente, come una sorta di raggio di sole, in una quotidianità ospedaliera segnata per lo più da ansie e preoccupazioni. Come una luce che si accende improvvisamente sulle attese dei pazienti e lungo il cammino dei visitatori, deviandone, almeno per qualche minuto, in altra direzione pensieri e parole.

Il tutto nasce dalla solidarietà e dalla generosità dell’architetto e divulgatore di Sabaudia Luca Falzarano che, dopo aver realizzato gli 80 pannelli componenti la rassegna dove sono rappresentati scorci identificativi dei 33 Comuni della nostra Provincia, ha inteso donarli al nosocomio, provvedendo anche all’allestimento.

Ma quali sono, in sintesi, i motivi che hanno spinto il noto professionista a compiere un gesto di chiara nobiltà d’animo? “Il mio vuole essere in primis un segno di ringraziamento a tutto il personale che ci prende pazientemente in cura. In questi ultimi anni ho dovuto ricorrere più volte a questa struttura per problemi di salute di alcuni miei familiari, prendendo man mano certezza di un livello di assoluta eccellenza, sia per le competenze che per l’umanità di chi vi opera”, racconta lo stesso Falzarano, da noi incontrato qualche giorno fa davanti ad una buona tazza di caffè.

“Le opere presentate – passa poi a spiegare – intendono arricchire l’ambiente, come sempre più spesso accade anche in altri ospedali, di elementi d’arredo grafico che possano alleviare i dolori di chi è qui ricoverato o dei cari che vengono a farvi visita”. Ed, entrando nel dettaglio del lavoro svolto, spiega: “Le ottanta opere donate, suddivise in quattro quadranti di viaggio: Agro Pontino; Lepini; Aurunci; Golfo e Isole, riguardano tutti i comuni della Provincia, da Rocca Massima a Castelforte, da Bassiano a Ventotene. Esse sono esposte sia come quadri di unione dell’intera Provincia che per singolo comune. Per ogni comune, infatti, sono esibiti due quadri espositivi: uno riportante dieci foto storiche di quel comune e dettagli di tipo storico ed un altro maggiormente artistico, riproponente una composizione in sky line architettonico di quel comune”.

E, prima dei saluti, l’architetto tiene a reiterare il suo vivo ringraziamento all’indirizzo “di tutta la dirigenza ospedaliera che ha immediatamente compreso le motivazioni e la portata della donazione, accettandola e rendendola immediatamente di uso pubblico”.


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