Il suicidio non è mai un fatto di cronaca normale. E’ un evento straordinario, molto intimo. Chi decide di farla finita ha certamente meditato a lungo il gesto insano.Un suicidio è sempre una sconfitta, per tutti. Per i familiari, innanzitutto, ma anche per gli amici e la società intera.Vuol dire che chi viveva accanto non è riuscito a comprendere il disagio, a salvare una vita.
Il suicidio di Luciano, funzionario di banca, ha lasciato tutti attoniti.Salire al 5 piano e gettarsi nel vuoto è terribile.
Vuol dire avere molto coraggio.Ma vuol dire anche che la vita non ha più alcun valore.Fu così anche per Egidio Ceccarelli, che abitò tanti anni in Venezuela e poi decise di tornare nel pontino. Si gettò sotto al treno.Di lui mi restano le sue canzoni e tanta amarezza.
Una volta la RAI vietava di mettere nei TG,come notizia, un suicidio. Oggi tutto è cambiato e specialmente se ci sono risvolti particolari, anche il suicidio va in pagina
E’ una cronaca nera particolare e sarebbe meglio tacere, ma oggi le notizie corrono sui social, senza più alcun velo.
Ieri mattina, alle 11,21,di fronte alle poste centrali di Latina, quel tonfo ha lasciato tutti sgomenti,senza parole.E’ stato un attimo di profonda angoscia e di riflessione.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
(Cesare Pavese)

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi. La morte che ci accompagna tutto il giorno, quotidianamente, senza darci tregua. È una presenza fissa ma insensibile, come un vecchio rimpianto o un’abitudine assurda. Il tuo sguardo, attraverso i tuoi occhi, sarà una parola inutile, un grido strozzato, soffocato, che non verrà emesso, un silenzio.
Tu vedi così i tuoi occhi tutte le mattine, quando sei da sola e ti sporgi verso lo specchio. O dolce speranza, quando tutti noi moriremo capiremo che sei fondamentale, sei il cuore della vita, eppure allo stesso tempo sei solo un’ illusione.
La morte ha uno sguardo per ciascuno. Verrà la morte e avrà i tuoi occhi. Sarà come interrompere una schiavitù, come vedere e riconoscere nello specchio un viso morto che riemerge,
come ascoltare una voce che non ha suono, una bocca sigillata.
Moriremo senza una parola, nel silenzio.


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