SAN FELICE CIRCEO – La Onlus del Circeo che favoriva l’immigrazione clandestina in Italia con false documentazioni, due arresti della Guardia di Finanza. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Latina, Dott. Giuseppe Cairo, nei confronti di due soggetti ritenuti, a vario titolo, responsabili di reati di falso e organizzazione aggravata dell’immigrazione clandestina.
L’operazione di polizia denominata “Domus Maga Circe” trae origine da un’attività di polizia economico-finanziaria condotta dai Finanzieri della Tenenza di Sabaudia, nei confronti di un’agenzia di servizi (costituita solo apparentemente nella forma giuridica di ONLUS), che ha permesso di portare alla luce un non comune quadro di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, posto in essere attraverso una collaudata attività criminale dedita alla produzione ed all’utilizzo di documentazione amministrativa falsa funzionale a favorire l’ingresso illegale nel territorio dello Stato di cittadini stranieri. Il tutto studiato e realizzato attraverso un impianto organizzativo perfettamente rodato e altamente remunerativo.
In particolare, l’attività investigativa condotta dalle Fiamme Gialle pontine, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Latina, con delega alle indagini del Procuratore Aggiunto Carlo Lasperanza, e del Sostituto Procuratore, Dott. Giuseppe Miliano, ha consentito di acquisire prove evidenti sulla responsabilità dei due gestori della ONLUS (C.R. di anni 36 e D.M.A. di anni 46), ritenuti responsabili, in concorso tra loro, dei reati di cui agli articoli 479, 483 del codice penale, nonché 5, comma 8 bis e 12 comma 3 del Decreto Legislativo 286/1998 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero).


Nel corso delle indagini, la Procura della Repubblica di Latina ha disposto l’esecuzione di mirate perquisizioni locali, sia presso le abitazioni degli indagati che presso la sede dell’Associazione, che hanno permesso di acquisire ben 171 istanze di ricongiungimento familiare inoltrate nell’interesse di altrettanti cittadini extracomunitari, cui sono seguiti 220, nullaosta. In merito occorre evidenziare che a tali autorizzazioni, in ragione dell’emergenza pandemica in corso, è seguito, in concreto, un effettivo ingresso in Italia solo di 70 persone.
L’indagine condotta dalla Fiamme Gialle pontine s’inquadra nell’ambito dei compiti di polizia economico-finanziaria attribuiti alla Guardia di Finanza a tutela degli interessi erariali, nonché dell’ordine pubblico economico. Infatti, le violazioni delle specifiche disposizioni in materia di immigrazione, oltre a poter generare un problema di ordine e sicurezza pubblica, possono potenzialmente produrre criticità al sistema economico del Paese.
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