“Gli ultimi giorni dell’umanità”, film Fuori Concorso – Non Fiction, alla 79^ Mostra Internazionale di Arte Cinematografica La Biennale di Venezia

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Titolo: Gli ultimi giorni dell’umanità

Regia: Enrico Ghezzi e Alessandro Gagliardo

Voci: Adelchi Ghezzi, Enrico Ghezzi, Toni Servillo

Canti e fischi: Maria Héléne Bertino, Maria Vittoria Rossi

Produzione Paese: Italia, 2022

Durata: 200’

Musiche originali: Iosonouncane

Cast: Aura Ghezzi.

Il film “Gli ultimi giorni dell’umanità” sarà presentato, Fuori Concorso – Non Fiction,  alla 79^ Mostra Internazionale di Arte Cinematografica La Biennale di Venezia.

Ecco la sinossi: Il panorama delle vicende umane incontra l’uomo con la macchina da presa. Il suo campo da gioco non ha confini, la sua curiosità non ha misura. Personaggi, situazioni e luoghi si accampano nel vissuto di un’umanità che è al contempo colei che vede e la cosa vista. Ma cosa sono gli ultimi giorni di questa umanità? Sono già trascorsi? Sono adesso o da venire? Nell’attesa gli astronauti dell’Atalante, nei loro sogni prometeici, incontrano la propria immagine in una bolla d’acqua. Il pilota spinge il suo bolide alla follia, in soggettiva, tra paura e desiderio. Lungo i tragitti dei piroscafi a mare aperto, una carezza, un affetto. Allo specchio, camera in mano, si verifica, certo sempre incertamente, la propria cattura dentro quella corta, troppo corta, unità di tempo. Ma quello che abbiamo imparato è che non c’è una durata. Tutto quello che toccano diventa tempo, diventa azione, attesa e speranza, ricorda Demetra all’umano affaccendarsi. Frammento di frammenti. Per compiere un gesto che sfugga la malinconia e la giochi in un movimento addirittura impossibile. Il teatro di Marte di Kraus non ha ancora aperto, eravamo occupati ad anarchiviare. E questo dramma non può avere altro spettatore che l’umanità.

Note dei due registi sui generis sul film:

Nella prima pagina del diario di Franz Kafka, un appunto: «Gli spettatori impietriscono quando passa il treno».Scorrono centinaia di ore di nastri.

Enrico Ghezzi conversa con il filosofo Emanuele Severino:

Non si pensa adeguatamente la frattura vera che porta il cinema nella storia, quella che siamo abituati a pensare come storia dell’umanità. Il cinema è il primo momento in cui il mondo si rivede. Poi sappiamo che è finto, che è un trucco, che sono fotogrammi singoli, ma mentre la fotografia è un istante ghiacciato, col cinema rivediamo un cavallo, il mondo si rivedee questo di per sé è un avverarsi che non si pensa … . «Se i tuoi occhi ti offendono, strappali!», ammonisce il predicatore!

Notizie sui due registi per coloro che non li conoscono:

Enrico Ghezzi è un autore televisivo, che ha sviluppato una concezione innovativa del mezzo, dando vita a programmi quali “Fuori orario”, ”Schegge”, ”Blob”, “La magnifica ossessione”. Come critico cinematografico, ha collaborato con quotidiani e riviste (Il Manifesto, Il corriere della sera, Filmcritica, Duel), ha diretto festival (Taormina, Bellaria, Il vento del cinema), curato retrospettive per la Mostra di Venezia dedicate a Walt Disney e Guy Debord. Le sue pubblicazioni includono monografie su Walt Disney e Stanley Kubrick, collezioni di scritti critici e molto altro. Ha diretto il cortometraggio “Gelosi e tranquilli”, episodio del film “Provvisorio quasi d’amore”, e videoclip per Franco Battiato, 99 Posse e Morgan.

Alessandro Gagliardo è un archivista selvaggio, inventore, aperiodico formalizzatore cinematografico, matanghiante. Dal 2005 conduce esperimenti per il cambio di paradigma che dal «fare un film» arrivi allo «scrivere un libro che si vede». Ha percorso male strade con persone eccezionali concretando film come “Un mito antropologico televisivo”, “Antropologhia”, ”Alarm!”, ”Alla Grecia”, per dirne alcuni e in disordine. Da dieci anni studia e progetta un software con il quale è convinto sia possibile rompere l’unidirezionalità di ogni media. Nonostante l’offerta di gloria imperitura e il cinque per cento del brevetto, non ha ancora trovato tasche illuminate.

Francesco Giuliano


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Francesco Giuliano
Giuliano Francesco, siciliano d’origine ma latinense d’adozione, ha una laurea magistrale in Chimica conseguita all’Università di Catania dopo la maturità classica presso il Liceo Gorgia di Lentini. Già docente di Chimica e Tecnologie Chimiche negli istituti statali, Supervisore di tirocinio e docente a contratto di Didattica della chimica presso la SSIS dell’Università RomaTre, cogliendo i “difetti” della scuola italiana, si fa fautore della Terza cultura, movimento internazionale che tende ad unificare la cultura umanistica con quella scientifica. È autore di diversi romanzi: I sassi di Kasmenai (Ed. Il foglio,2008), Come fumo nell’aria (Prospettiva ed.,2010), Il cercatore di tramonti (Ed. Il foglio,2011), L’intrepido alchimista (romanzo storico - Sensoinverso ed.,2014), Sulle ali dell’immaginazione (NarrativAracne, 2016, per il quale ottiene il Premio Internazionale Magna Grecia 2017), La ricerca (NarrativAracne – ContempoRagni,2018), Sul sentiero dell’origano selvatico (NarrativAracne – Ragno Riflesso, 2020). È anche autore di libri di poesie: M’accorsi d’amarti (2014), Quando bellezza m’appare (2015), Ragione e Sentimento (2016), Voglio lasciare traccia (2017), Tra albori e crepuscoli (2018), Parlar vorrei con te (2019), Migra il pensiero mio (2020), selezionati ed editi tutti dalla Libreria Editrice Urso. Pubblica recensioni di film e articoli scientifici in riviste cartacee CnS-La Chimica nella Scuola (SCI), in la Chimica e l’Industria (SCI) e in Scienze e Ricerche (A. I. L.). Membro del Comitato Scientifico del Primo Premio Nazionale di Editoria Universitaria, è anche componente della Giuria di Sala del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2018 e 2019/Giacarlo Dosi. Ha ricevuto il Premio Internazionale Magna Grecia 2017 (Letteratura scientifica) per il romanzo Sulle ali dell’immaginazione, Aracne – NarrativAracne (2016).