La letteratura ha il compito e il senso di continuare la tradizione del narrare, perché noi possiamo sostenere la prova della nostra vita solo raccontando. (Peter Bichsel)
L’Odissea di Omero contiene in sé tutte le più raffinate tecniche narrative: ingresso in scena ritardato del protagonista, trame e sottotrame, analessi o retrospezione (che ha lo scopo di fornire esaustivi elementi per la comprensione del lettore), e prolessi (che ha invece l’obiettivo di creare un po’ di attesa nel lettore, fornendogli, appunto, degli elementi di anticipazione su ciò che avverrà nel proseguo della trattazione), multipla agnizione (riconoscimento dell’identità di un personaggio, che determina una svolta decisiva nella vicenda) e agnizione ritardata.
Leopardi, al pari di Dante Alighieri, è entrato nell’immaginario collettivo popolare e lo dimostra il fatto che, come per la Divina Commedia, anche molti suoi versi sono stati trasformarti in proverbi, in modi di dire (e di pensare): – studio matto e disperatissimo … (espressione presente nella Lettera a Pietro Giordani, del 2 marzo 1818; ma anche in una pagina dello Zibaldone) – passata è la tempesta … (La quiete dopo la tempesta, 1829) – che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai … (nel Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, 18291930) – natio borgo selvaggio Le ricordanze, 1829) – la donzelletta vien dalla campagna … (Il sabato del villaggio, 1829) – godi, fanciullo mio; stato soave … (Il sabato del villaggio, 1829) – e naufragar m’è dolce in questo mare (L’infinito, 1819) – Chi ha coraggio di ridere, è padrone del mondo (Pensieri, LXXVIII)
Nell’opera Il Saggiatore lo scienziato pisano, Galileo Galilei, pagina dopo pagina criticò la scienza “di sistema”, irrigidita dietro convinzioni ataviche e inabile ad adattarsi alle nuove scoperte. Nell’anno 1609 Galileo, che difese la visione copernicana, iniziò a usare il telescopio per fare astronomia.
Per alcuni studiosi di letteratura Wislawa Szymborska è stata la regina assoluta della poesia del Novecento, che nel discorso di investitura del Premio Nobel della Letteratura (1996) ha ripetuto più volte l’espressione “non lo so”. La sua poesia, scrive Alfonso Berardinelli, ha la funzione “igienica di disintossicare” i lettori dalle visioni generali del mondo, ossia dalle ideologie totalizzanti La polacca cantava i piccoli dettagli, ricomponeva il mondo e lo reinventava parlando del quotidiano.
Dario Bellezza, nato a Roma nel settembre 1944 e morto nel 1996, è stato un poeta amato dagli scrittori, Pasolini e Moravia. La sua scrittura poetica, legata agli argomenti dell’amore e della città natia, ha manifestato sempre con chiarezza una capacità unica di far coesistere realtà quotidiana e spinta al sublime. Il suo esordio, come giovane autore dotato di una esemplare grazia poetica e di un forte impatto comunicativo, avvenne con Invettive e licenze nel 1971, un’opera che resta uno dei capitoli più interessanti e originali della nostra poesia negli ultimi decenni del secolo scorso.
Lo scrittore Paolo Nori, studioso della letteratura russa, ha subito presso l’università di Milano una assurda censura nel predisporre le sue lezioni su Dostoevskij, perché russo, dopo la criminale invasione dell’Ucraina.
Secondo Vargas Llosa «Nessuno ha fatto di più (di Flaubert) per promuovere il genere romanzo. Capì che il narratore è il personaggio più importante creato da un romanziere, e che costui può essere impersonale, onnisciente, pari a Dio, oppure un personaggio; e che possono esistere diversi narratori, capaci di variare il punto di vista».
News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.






















