Trump, la teoria del caos e l’effetto farfalla

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Per interpretare il modo di agire di Trump e le relative conseguenze, ancora una volta la Scienza ci viene incontro. A tale scopo si riportano alcune pagine estratte dal romanzo “Sulle Ali dell’immaginazione”: “[…] Avete visto il film di fantascienza, uscito qualche anno fa, The Butterfly Effect dei registi Eric Bress e J. Mackye Gruber?» chiese il professore Educante rivolgendosi alla classe. Non avendo avuto risposta continuò: «C’è in questo film la seguente frase – Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo -, una frase che potrebbe sembrare fantascientifica. In effetti, essa deriva da uno studio intrapreso, circa mezzo secolo fa, dal matematico e metereologo statunitense Lorenz, che è considerato il fondatore della teoria del caos. Egli elaborò, infatti, un modello matematico dei movimenti dell’aria per studiare gli eventi atmosferici, deducendo che è difficile prevederne i mutamenti climatici. Piccolissime variazioni dei parametri iniziali si possono amplificare e produrre grandissime variazioni nelle precipitazioni. Sulla base delle opinioni di un altro meteorologo, che gli fece notare che se le teorie erano corrette, un battito delle ali di un gabbiano sarebbe stato sufficiente ad alterare il corso del clima per sempre, Lorenz usò, appunto, l’idea della farfalla, mettendo come titolo originale di una sua conferenza, la seguente domanda: «Può, il batter d’ali di una farfalla in Brasile, provocare un tornado in Texas?». L’effetto farfalla, che sinteticamente descrive la concatenazione di eventi che partendo da piccoli mutamenti si ingrandiscono a dismisura, e che diede lo spunto per scrivere la sceneggiatura del film anzi detto, è un’espressione che contiene il concetto di dipendenza sensibile alle condizioni iniziali, fondamentale nella teoria del caos. Questa concezione non è nuova da un punto di vista intuitivo, perché la ritroviamo molto tempo prima nella famosa filastrocca di George Herbert, un poeta inglese vissuto a cavallo tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo:

Per colpa di un chiodo si perse lo zoccolo;/ per colpa di uno zoccolo si perse il cavallo;/ per colpa di un cavallo si perse il cavaliere;/ per colpa di un cavaliere si perse la battaglia;/ per colpa di una battaglia si perse il regno;/ tutto per colpa di un chiodo!

Si comprende quanto grande sia stata l’intuizione di questo poeta che aveva anticipato i tempi della teoria del caos di circa tre secoli. Un’altra anticipazione la ritroviamo, molto tempo dopo, intorno alla metà del Novecento, nel saggio Macchine calcolatrici ed intelligenza di Alan Mathison Turing, matematico inglese morto avvelenato mentre mangiava una mela, inventore della famosa macchina che porta il suo nome, il prototipo dei computer moderni. Egli scriveva che lo «spostamento di un solo elettrone di un miliardesimo di centimetro, in un dato momento, potrebbe rivelare la differenza tra due eventi molto diversi, come la morte di un uomo, un anno dopo, causata da una valanga, oppure la sua salvezza». Il formarsi delle nuvole, l’origine delle aree cicloniche e di quelle anticicloniche dell’atmosfera e il loro spostamento, l’origine dei venti o dei moti del mare, la grande produzione di vapore acqueo durante l’ebollizione dell’acqua, o il formarsi della schiuma dopo avere stappato una bottiglia di spumante, le eruzioni vulcaniche, la formazione degli uragani, l’origine degli incidenti stradali, le relazioni interpersonali, il movimento di una folla durante una manifestazione sindacale, uno scontro tra manifestanti e la polizia, l’incontro di due persone sconosciute che scoprono di amarsi, l’aumento di entropia dell’universo, e così via, altro non sono che manifestazioni caotiche. […] Il caos, infatti, studia i processi in continua trasformazione, e quindi si applica non all’essere in un dato momento ma all’essere, relativamente alla sua accezione più ampia, nel suo continuo divenire. La teoria del caos ha messo in discussione il determinismo laplaciano, secondo cui data una causa si può prevedere l’effetto prodotto. Questo in un ambito ristretto è vero, come quando si lancia una pietra in aria è prevedibile che, essendo soggetta alla forza di gravità terrestre, cada sulla superficie della terra, ma se la pietra si lancia nello spazio, dove la forza di gravità è nulla, tale previsione è sbagliata. Il determinismo vuole significare che nulla avviene per caso, ma tutto è prestabilito da un’entità superiore. Una conferma della teoria del caos la offre la meccanica quantistica che sancisce con il principio di indeterminazione che qualsivoglia misurazione di una data grandezza è caratterizzata da incertezza. […] Il caos, inoltre, ha generato quelle regolarità e quel senso di perfezione presenti in molte cose, che ci danno l’idea che tutto sia stato organizzato da un’entità superiore. Siamo convinti così di vivere immersi nell’ordine, ma trascuriamo le turbolenze del mare e dell’atmosfera ma anche quelle dell’umanità, le guerre che generano ondate di profughi che scappano dalle loro case per non morire, i litigi tra persone, le fluttuazioni dei pensieri, i cambiamenti repentini di umore o i turbamenti sentimentali degli esseri umani o le aritmie del cuore. Siamo governati e circondati da irregolarità, basti pensare al traffico stradale, alla disposizione della folla che ascolta un comizio in una piazza o alla sua disgregazione al termine del raduno, all’espandersi del fumo nell’aria sprigionato in grande quantità dalla combustione di legna e di fogliame verdi o al movimento delle onde del mare o alla formazione delle nubi e al loro spostamento, e così via. […] La nostra vita è governata dal caos sin dal concepimento. Essendo il caos definito come un’evoluzione temporale con dipendenza sensibile alle condizioni iniziali, ne deriva che l’evolversi della vita è una dipendenza sensibile a partire dalla nascita e dall’educazione. In questa evoluzione temporale, c’entra pure l’amore che dipende dall’innamoramento tra due individui, e anche la cultura di un individuo che, a sua volta, discende dalle prime fasi educative e formative che esso ha ricevuto. Anche l’immaginazione ci trasporta nel caos tant’è che essa ci permette di viaggiare con la mente dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande senza barriere. Con l’immaginazione l’uomo ha creato diversi convincimenti come il destino secondo il quale ognuno di noi ha il tratto della sua vita predeterminato, oppure come la divina provvidenza secondo la quale Dio provvede a risanare i torti subiti. L’uomo immagina anche di potere controllare le proprie azioni e di essere libero nelle proprie scelte, finché tutto procede in linea con quanto egli ha programmato, ma nel momento in cui qualche cosa va storto vuole trovare la causa di ciò. Cambiando, allora, modo di concepire l’evolversi del vivere quotidiano, del modo di pensare e di fare, si dà un senso diverso alla vita. Si potrebbe vivere, dunque, più liberamente con una visione più ampia e corretta della realtà, svincolati da pregiudizi, da preconcetti, da paure, da superstizioni, da fisime ma soprattutto senza pensare di avere scelto il percorso sbagliato».

Francesco Giuliano


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