STRASBURGO – Antonio Megalizzi è morto. Il giornalista italiano ferito nell’attacco di Strasburgo, è rimasto per tre giorni in stato di coma irreversibile, è la quarta vittima della furia del 29enne Cherif Chekatt, lo stragista, ucciso ieri in un blitz delle forze speciali francesi, dopo una lunga e forsennata caccia all’uomo.
A riferire della morte di Megalizzi erano stati prima i media francesi; successivamente, la notizia è stata confermata anche dalla Farnesina. Una quinta persona resta in stato di morte cerebrale.
Antonio era felice di andare a Strasburgo a visitare il parlamento europeo e voleva prendere il tesserino da pubblicista.
Sarebbe riuscito perché lui era bravo.”Quando voleva una cosa la raggiungeva”, ricorda il padre, tra le lacrime. Era appena uscito dal Parlamento quando è stato colpito alla testa da un proiettile dal Killer solitario.Le sue due amiche sono riuscite a salvarsi.Non è giusto morire così! Antonio amava la vita e voleva occuparsi di politica estera. Aveva studiato di più i meccanismi del Parlamento Europeo e lui era entusiasta di essere a Strasburgo.Il sogno è stato spezzato, in un momento difficile per tutti.La
categoria dei giornalisti, proprio in queste ore,è al voto per eleggere i nuovi organismi e per andare al congresso nazionale.
Oggi dobbiamo tanto ad Antonio Megalizzi,perché lui ci aveva indicato la strada del ragionamento, della’approfondimento, dell’essere partecipe delle cose. Oggi che il giornalismo è in crisi, noi dobbiamo ricordare tutti coloro che sono morti sul lavoro ad iniziare da Ilaria Alpi Miriam Krovati, fino a tutti coloro che il Time indica in copertina, come giornalisti dell’anno.
Un anno questo brutto,complicato e la morte di Antonio ci addolora proprio in prossimità del Natale. Noi ricordiamo le vittime del quotidiano satirico di Parigi, di Nizza, di Berlino del Bataclan. Oggi piangiamo, con la volontà e il desiderio di poter fare qualcosa per onorare Antonio e tutti coloro che hanno perso la vita all’estero, nell’adempimento della loro nobile funzione di cercare la verità e di tenere alta la bandiera della libertà di espressione e del pluralismo delle idee.


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