Ab Latina e i giovani

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L’Ab Latina nel 1968 – appena nata – ha subito cercato ragazzi nel comprensorio. Pino Battisti da Terracina arrivava con il pullman, a soli 15 anni era alto 1,98 e sprizzava simpatia. Esordì sul campo dell’Enaoli Formia, un ente assistenziale per orfani, in mezzo alla campagna in una grigia giornata di pioggia. Occorrevano gli stivali per arrivare alla struttura. Agostino Pierro oggi è un primario di Chirurgia Pediatrica, uno dei più stimati al mondo ma nel 1969 era un tranquillo e bene educato ragazzone di 15 anni che Muzio voleva con sé durante gli allenamenti per cercare di insegnargli i rudimenti del basket. Le trasferte avvenivano a Formia (Fabiani ed Enaoli) e Scauri, poi arrivavano a Gaeta e Fondi dove si giocava su un campo in terra battuta. Le righe venivano fatte con il gesso prima del confronto, come nel calcio. Anche Itri si affacciò alla ribalta insieme a Cisterna, tutto merito dell’istituzione da parte del Coni dei Giochi della Gioventù, la più grande manifestazione di massa vista in Italia, creata pe rinvogliare gli studenti a praticare lo sport. Angelo Muzio era patito dei fondamentali individuali, in ogni allenamento curava palleggio, passione, tiro e difesa. Pericle Carosi era un buon esempio per tutti. L’unico derby cittadino era quello nel campionato di Promozione con il Foce Verde di Enzo Cassoni all’arena Sperandeo, sul lungomare. Spesso il pallone finiva sulla spiaggia, spinto dal forte vento invernale. Emilio Drudi e Franco Amodio raccontavano sulle colonne de “Il Messaggero” cosa succedeva sotto i canestri, erano appassionati veri. Il ritrovo dei “baskettari” era il bar Di Russo, in piazza della Libertà, dove ci si ritrovava all’uscita da scuola e nel tardo pomeriggio. Flipper, biliardo e tanta conversazione vicino a supplì e crocchette della rosticceria che sfornava anche mini-calzoni. Dall’altra parte della piazza la barberia di Walter Bulgarelli, punto di riferimento per calciofili e ciclisti della domenica. Poi nacque il Polo Nord che si trasferì dalla piccola sede davanti il circolo del tennis ai Giardinetti all’attuale location, méta di tanti golosi di buon gelato artigianale. La camminata serale era il famoso “Giro di Peppe”.
Quanti ricordi di una Latina anche gastronomica che non c’è più. Al Giro di Peppe gustavi i supplì al telefono di Benedetti, le polpette di Tribò, la pizza di Marzullo, i gelati al Polo, i calzoni da Di Russo, le paste di Figini. I cestisti erano tutti frequentatori del giro di Peppe, nessuno escluso.
Gianni Catavolo “Farfallino”, rampollo di una famiglia di costruttori edili, era il post alto della squadra dell’Ab Latina in Promozione nel 1970. Si distingueva per stazza notevole, con buona posizione al rimbalzo. Franco Rizzitiello da Bracciano, dalle Forze Armate di Vigna Valle, era una new entry, il suo entusiasmo contagiava tutti, sapeva fare gruppo, cosa fondamentale. Luciano Marinelli – il direttore tecnico – introdusse per primo cinque allenamenti a settimana alla categoria Cadetti. Obbligatorio il training di tiro all’Oratorio il martedì e giovedì, all’aperto, sia con il freddo che con la pioggia. Le percentuali di tiro venivano conteggiate sul piano statistico.
La vicinanza di Roma, Rieti e Napoli permetteva a noi giovani allenatori di seguire allenamenti di grandi coach italiani come Valerio Bianchini, Elio Pentassuglia, Giancarlo Primo, Santi Puglisi, Paolo Vittori, Claudio Vandoni di assistere a clinic di alto livello. L’Ab Latina, con i suoi allenatori, era presente in ogni parte di Italia con tanta voglia di apprendere e sapere. Una delle società più vicine ai nerazzurri era sicuramente quella del Basket Itri tanto che fu organizzato un camp estivo con impegnati giocatori dei due club per quindici giorni. Pochi mesi dopo la creazione della struttura pressostatica di Corso della Repubblica, Pino D’Alessandro – presidente provinciale del Coni e deus ex machina della Pallacanestro Latina – ordinò un pallone pressostatico che fu posizionato in via Pio VI nei pressi delle vecchie autolinee. La mossa fu indovinata tanto che aumentò la rivalità cittadina tra Ab Latina e Pallacanestro Latina che facevano a gara per riuscire a cercare i giocatori particolarmente adatti alla pallacanestro. Il direttore tecnico dell’Ap Latina era Marcello Zanda, maestro dello sport diplomatosi alla scuola centrale dell’Acquacetosa, con lui collaborava fattivamente con cura e professionalità il fedelissimo Mimmo Mascolo.


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Paolo Iannuccelli
Paolo Iannuccelli è nato a Correggio, provincia di Reggio Emilia, il 2 ottobre 1953, risiede a Nettuno, dopo aver vissuto per oltre cinquant'anni a Latina. Attualmente si occupa di editoria, comunicazione e sport. Una parte fondamentale e importante della sua vita è dedicata allo sport, nelle vesti di atleta, allenatore, dirigente, giornalista, organizzatore, promoter, consulente, nella pallacanestro. In carriera ha vinto sette campionati da coach, sette da presidente. Ha svolto attività di volontariato in strutture ospitanti persone in difficoltà, cercando di aiutare sempre deboli e oppressi. É membro del Panathlon Club International, del Lions Club Terre Pontine e della Unione Nazionale Veterani dello Sport. Nel basket è stato allievo di Asa Nikolic, il più grande allenatore europeo di tutti i tempi. Nel giornalismo sportivo è stato seguito da Aldo Giordani, storico telecronista Rai, fondatore e direttore della rivista Superbasket. Attualmente è presidente della Associazione Basket Latina 1968. Ha collaborato con testate giornalistiche locali e nazionali, pubblicato libri tecnici di basket e di storia, costumi e tradizioni locali Ama profondamente Latina e Ponza, la patria del cuore.