Le avanguardie storiche del Novecento: l’Astrattismo

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L’Astrattismo (1910)

Mi sembrava che l’anima viva dei colori emettesse un richiamo musicale, quando l’inflessibile volontà del pennello strappava loro una parte di vita.                                                                       Vasilij Kandinskij

         Tra le avanguardie storiche che caratterizzarono l’arte del primo Novecento è stato certamente l’astrattismo che si manifestò in forme diverse all’interno di varie scuole. Con questa denominazione sono indicate quelle correnti artistiche della pittura e della scultura, nate in Europa intorno al 1910, che rifiutavano le forme figurative della tradizione e la rappresentazione di oggetti.                                                                                                                                                       Gli artisti di questo movimento d’avanguardia (russo, tedesco, ceco, ungherese e dei Paesi Bassi) proclamavano la necessità per le arti di abbandonare ogni rapporto di rappresentazione della realtà esteriore e sensibile, per creare forme pure e valori cromatici nuovi e più concreti.                                                                                                                                                   Il distacco dalla raffigurazione naturalistica per gli artisti “astratti” diventò per certi aspetti una tappa obbligata dopo le esperienze portate avanti dagli espressionisti e dai cubisti che avevano deformato o reso irriconoscibili gli oggetti del mondo reale. Le premesse dell’Astrattismo sono da ricercare nelle poetiche del simbolismo, che proponevano di guardare alla realtà interiore piuttosto che al mondo esterno, e nelle proposte dell’espressionismo intento a modificare la realtà naturale.                                                                                             L’astrattismo, arte astratta, ebbe larga circolazione presso gli artisti, che costituirono diversi movimenti come il raggismo e il costruttivismo. Il primo artista ad avviare una ricerca sistematica nel campo dell’Astrattismo lirico fu Vasilij Kandinskij (Mosca 1866-Neully-surSeine 1944), considerato il vero fondatore che, all’inizio del Novecento, nell’eseguire un acquerello, che ebbe una forza dirompente rispetto a qualsiasi opera d’arte del passato, sviluppò la nuova tendenza sulla base di esplicite formulazioni teoriche.                                                                                                      La pubblicazione del libro Lo spirituale nell’arte è considerata la prima trattazione teorica dell’arte astratta. Il pittore russo abolì nella sua produzione artistica ogni riferimento concreto alla realtà; per lui la pittura astratta, come la musica, può evocare sensazioni e stati d’animo, emozioni e sentimenti senza raffigurare temi od oggetti reali. Kandinskij avviò la scoperta e la ricerca di un linguaggio basato solamente sui rapporti tra le forme geometriche libere e i colori e nella sua pittura “vivente” le linee e i colori sono dotati di una vita autonoma, libera da ogni legame con la realtà esterna.

 Attraverso il colore l’artista riesce a esprimere il proprio mondo interiore, la propria emotività. I colori hanno, infatti, un valore evocativo e possono suscitare reazioni emotive: il rosso evoca la passione e l’ardore, il giallo l’eccitazione, l’azzurro il senso dell’infinito. Il valore espressivo del colore viene esaltato dalla combinazione con linee (orizzontali, verticali, oblique e curve) e forme geometriche (quadrati, triangoli e cerchi).

  Forme simboliche e colori evocativi furono le caratteristiche anche della produzione artistica di Paul Klee (1879-1940) e Franz Marc (1880-1916) che insieme a Kandinskij fondarono nel 1911 in Germania, a Monaco di Baviera, il gruppo del Cavaliere azzurro (Der Blaue Reiter in tedesco). Franz Marc e Paul Klee non raggiunsero mai la completa e totale astrazione, ma la loro arte fu comunque libera da ogni regola e si servì del colore per comunicare con l’osservatore ed esprimere le loro sensazioni ed emozioni.

In questa corrente non figurativa e astratta fa parte anche il pittore olandese Piet Mondrian (1872-1944), fondatore del Neoplasticismo, corrente non figurativa costituitasi nei Paesi Bassi nel 1917. Mentre la pittura astratta di Kandinskij è simbolica ed evocativa, quella di Mondrian è geometrica, basata sull’uso di linee rette che si incrociano formando quadrati e rettangoli. Le composizioni di Mondrian sono diventate il simbolo per eccellenza dell’arte astratta.                                                                                                                                                                       Le opere di Mondrian, inserite dagli studiosi dell’arte nell’Astrattismo geometrico, basato su una regola compositiva di tipo intellettuale, cercano di raggiungere la bellezza e l’armonia universali attraverso la semplificazione delle forme, la purezza dei colori e il rigore compositivo. In questo modo l’artista intende elaborare un linguaggio universale, totale, assoluto, lontano dal mondo delle emozioni.

L’arte astratta ebbe grande fortuna nel periodo tra le due guerre e negli anni del secondo dopoguerra. Nel 1949 con il volume L’art abstrait, il critico e storico dell’arte, il francese Michel Seuphor, ne tentò la prima sistemazione storica.

 

 

 

 


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