LATINA- E’ composta da 6 donne e 4 uomini la lista Insieme per il cambiamento che si presenta alle elezioni del 22 e 23 gennaio per il rinnovo del consiglio dell’Ordine degli avvocati. L’aggregazione di professionisti si contrappone a quella di Gianni Lauretti e quest’anno il capiotano della squadra è Pierluigi Torelli.

Gli altri candidati sono: Denise Degni, Alessia Verdesca Zain, Maria Luisa Tomassini, Maria Clementina Luccone, Mariacristina Vernillo, Federica Pecorilli, Aurelio Cannatelli, Umberto Giffenni e Marco Scarchilli.

Torelli ha ricordato il ricorso promosso dalla loro lista (guidata all’epoca da Dino Lucchetti), che portò all’annullamento delle elezioni poi alla modifica della legge elettorale. “La legge prima non favoriva la dialettica all’interno del consiglio dell’Ordine. Abbiamo ottenuto noi per primi che fosse riscritta. Il risultato fu un consiglio diversificato con 3 dei nostri candidati che riuscirono solo così ad entrare: Lucchetti, Silvia Siciliano e Giulio Mastrobattista. La vita politica del foro iniziò ad essere più movimentata, con effetti positivi: per la prima volta il consiglio per esempio pubblicò le delibere”.
Torelli è passato quindi a parlare dei problemi ancora da risolvere. “Lauretti ha detto che i problemi nella sezione Lavoro sono superati. E’ vero che ci sono 4 giudici, ma non è rappresentazione completa perché il disagio, vissuto per un anno e mezzo, ha creato un arretrato che non consente di dare una risposta celere alle istanze. Formalmente il problema è superato, ma ancora oggi udienze – anche licenziamento – vengono fissate a distanza notevole di tempo. Il consiglio dell’Ordine dovrebbe lavorare in modo che situazioni come quella non si verifichino”.

Sulle polemiche che hanno accompagnato la ricandidatura di 5 avvocati ha spiegato che non si tratta di una questione personale. “Se il principio della Cassazione è quello di non far ricandidare, per un certo periodo, chi ha già svolto due mandati sarebbe giusto che qualcuno facesse un passo indietro anche solo nel dubbio”.

“Il programma presentato nel 2017 è ancora attuale. La gestione non deve essere riservata a pochi e quindi lavoreremmo per una maggiore trasparenza”.

L’avvocato Maria Clementina Luccone è intervenuta per ricordare a tutti i disagi che persistono: “Siamo ancora senza sala avvocati – ha spiegato – e la connessione wi-fi non è accessibile a tutti. Non abbiamo postazioni pc e anche soltanto per stampare un foglio dobbiamo chiedere la cortesia alla segreteria dell’Ordine. Non abbiamo neanche un posto dove parlare con i clienti. Non c’è un bagno dedicato agli avvocati. Il contribuito che paghiamo ogni anno vorrei fosse usato per tutti. La struttura dell’Ordine purtroppo è invece ancora per pochi”.


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