Estorsioni ad imprenditori edili, otto arresti legati al clan dei casalesi

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carabinieri
AVERSA – Nelle prime ore della mattinata odierna, nelle province di Caserta, Napoli, Latina, Parma e Sassari, i carabinieri del Reparto Territoriale di Aversa stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 8 indagati (gruppo Caterino Ferriero ndr), ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione tentata e consumata, lesioni personali e porto di armi, tutti con l’aggravante del metodo mafioso.

In particolare, le indagini hanno consentito, tra l’altro, di acclarare negli anni dal 2008 al 2012, numerosi episodi di estorsione, tentati e consumati, perpetrati dagli indagati nei confronti di imprenditori del settore edile e commercianti dell’agro aversano. Le estorsioni accertate, tentate e consumate, che consistevano, a seconda dei casi, nella richiesta o nella dazione di denaro fino all’importo singolo di 100.000 euro, abbracciano un periodo compreso tra la fine del 2005 e l’aprile del 2014. Le indagini permettevano di ricostruire, a ritroso, episodi estorsivi dapprima denunciati dalle parti offese, ma in seguito da queste confermati di fronte alle evidenze raccolte dalla Polizia Giudiziaria. Di grande importanza per gli episodi estorsivi, le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia ad alcune captazioni ambientali, effettuate all’interno dell’autovettura blindata di uno degli indagati, utilizzata per commettere i reati contestati.

In particolare, come evidenziato dal Gip, le attività investigative, dapprima focalizzate sul pregiudicato di Cesa (CE), Caterino Nicola, storico referente locale del clan dei Casalesi – fazione Bidognetti dai tempi del processo Spartacus nel settore delle estorsioni, a seguire coinvolgevano altri individui a quest’ultimo collegati, permettendo, tra l’altro, di evidenziare la figura di Ferriero Michele, fratello di Cesario, ucciso il 25 dicembre 2007, che con altri pregiudicati vessavano gli imprenditori della zona (in particolare del territorio del comune di Cesa), sottoponendoli a pressanti richieste di denaro, specialmente in prossimità delle canoniche scadenze di Pasqua, Ferragosto e Natale. Di rilievo, l’episodio accorso in danno di due imprenditori edili, i quali nel corso di una richiesta estorsiva venivano selvaggiamente percossi e feriti mediante l’utilizzo di un coltello e sotto la minaccia di armi da fuoco.

Gravemente indiziato per questi ultimi delitti è anche Cristofaro Antonio, già condannato con sentenza irrevocabile per estorsioni aggravate dal metodo camorristico, commesse anche intimidendo le vittime con armi ed animali pericolosi, il quale, scarcerato nel marzo 2014 dopo l’espiazione della pena, in un solo mese si è reso responsabile di numerosi episodi estorsivi, venendo sottoposto a fermo di Pg nel 2014 in relazione a uno di essi.

Grazie alle indagini in questo procedimento si è fatta piena luce sulle ulteriori condotte del Cristofaro e sul ruolo di temutissimo “capozona” per il clan dei Casalesi nei vari comuni del comprensorio atellano.

ELENCO INDAGATI DELLA MISURA CAUTELARE DELLA CUSTODIA IN CARCERE:

Caterino Amedeo, nato a Napoli il 25.7.1983 residente in Cesa (CE);
Caterino Nicola, nato a Cesa (CE) il 26.1.1957 residente in Cesa (CE);
Caterino Pietro Paolo, nato a Napoli il 23.2.1986 residente in Cesa (CE);
Cristofaro Antonio, nato a Cesa (CE) il 7.8.1973 residente in Orta di Atella (CE);
Di Giorgio Vittorio, nato a Napoli il 17.1.1970 ivi residente;
Ferriero Michele, nato a Santa Maria Capua Vetere (CE) il 10.3.1977 residente in Cesa (CE);
Varriale Giancarlo, nato a Napoli il 2.5.1969 ivi residente
INDAGATI DESTINATARI DELLA MISURA CAUTELARE DEGLI ARRESTI DOMICILIARI:

Lettera Orazio, nato a Frattamaggiore il 6.11.1975, residente in Succivo.


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