FORMIA – Sono due le imprese formiane in odore di ‘ndragheta colpite da un’interdittiva antimafia emessa dal prefetto Maurizio Falco al termine delle indagini svolte dai Carabinieri per i collegamenti del loro titolare con una famiglia della ‘ndrangheta calabrese. I due locali sono ubicati in Largo Paone e in piazza Testa.
Dagli accertamenti dei carabinieri è emerso che la moglie del titolare è stata social 50% di un’attività già colpita da interdittiva antimafia. L’altra socia risulta sposata ad un uomo ritenuto affiliato alla stessa famiglia di ‘ndrangheta. Inoltre il titolare della ditta formiana oggetto dell’interdittiva aveva lavorato in un bar di Bova Marina (RC) colpito da interdittiva nel 2019, risultato essere luogo di incontro e frequentazioni di esponenti della famiglia Talia-Vadalà.
Al termine degli accertamenti, dal quadro indiziario gli investigatori hanno desunto che l’attività formiana opotesse agevolare le attività criminose o essere condizionata dal bar di Bova Marina. A ciò si aggiunge la totale assenza di volontà del titolare di troncare i rapporti con i contesti criminali calabresi e anche la scelta di assumere nella gelateria di due soggetti riconducibili alla criminalità organizzata.
News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.





















