Il Foceverde

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Giocare a basket a Foceverde, al lido di Latina? Era possibile, eccome. Una squadra di Promozione maschile, capitanata da Enzino Cassoni che svolgeva le funzioni di allenatore-giocatore, con dirigente responsabile Gianni Fagiani sfidava il freddo vento invernale sul campo dell’arena Sperandeo. Giancarlo Dotto è stato uno dei primi a indossare la casacca rossa dei “marittimi”, un pivot di 198 centimetri, forte in difesa e ai ribalzi, meno dotato in attacco con mano “quadra”. Quando Giancarlo fece il militare a Chieti fu subito notato da Boris Sinkovic, un allenatore jugoslavo che quando vedeva un gigante di qualsiasi tipo non se lo lasciava scappare. A Chieti si accorsero che Giancarlo Dotto era tesserato con il Foceverde, lo cedette al club teatino che allora puntava in alto, sino ad arrivare alla Serie A2 con il marchio commerciale Rodrigo. Giancarlo imparò molto in Serie B, poi andò a giocare con il Palestrina,sempre nel campionato cadetto. I prenestini giocavano il sabato al PalaEur per mancanza d’impianto indoneo. Al Foceverde si divertivano in tanti. Ricordo Alberto Lauretti, Lorenzo Traversari, Pino pitton, Luciano Rubinato, Alvaro Pannone, Renato Sabatino, tutti ex del Cos latina. Alberto Lauretti tirava i personali fischiando, suscitando l’ilarità del pubblico presente. Nel 1970 si giocò il primo derby tra AB Latina e Foceverde. Vinsero i neroazzurri di Muzio superando anche una piccola tempesta di sabbia in un assolata domenica di gennaio, con orario canonico alle 11. Il Foceverde, al termine della stagione, partecipò anche alla Coppa Lazio che seguiva il campionato regolare per allungare l’attività sino a giugno. La difficoltà per tutti gli avversari era “fermare” le varie incursioni in penetrazione di Enzino Cassoni che, partendo dalla posizione centrale di play, si lanciava direttamente a canestro. Solo grazie a una buona difesa a zona oppure a una “uomo” lasciandogli spazio per tirare da fuori si poteva limitare. Alto 1.60, Cassoni era conosciuto nei campi del Lazio, la dimostrazione che si può giocare a basket anche da “bassotto”. Il Foceverde non schierava squadre giovanili, l’unico ragazzo presente nel roster era Ugo Chieregatti, originario di Norma come Cassoni. L’avventura cestistica del Foceverde, che dopo il primo anno d’attività passò a disputare le gare interne sul campo della parroccchia dell’Immacolata, si chiuse nel 1971/1972. Enzino fu poi convinto dal suo amico coach Luciano Marinelli a disputare la Serie D con l’ Ab Latina l’anno seguente. Addio Foceverde. Enzino si è dedicato completamente agli studi di medicina e specializzazione in odontoiatria. Il “cavadenti”, così lo apostrofava bonariamente il suo carissimo amico Boezio Zaralli, uno che gli vuole bene davvero. Il Foceverde non lo abbiamo mai dimenticato, un modo di sentirsi liberi di rilassarsi e divertisti attraverso uno sport pieno di passioni. Nessuno dimenticherà la nevicata abbondante di una serata di marzo del 1971 proprio durante l’allenamento al mare. I palloni sono finiti in acqua tante volte, le cabine balneari erano usate come spogliatoi.


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Paolo Iannuccelli è nato a Correggio, provincia di Reggio Emilia, il 2 ottobre 1953, risiede a Nettuno, dopo aver vissuto per oltre cinquant'anni a Latina. Attualmente si occupa di editoria, comunicazione e sport. Una parte fondamentale e importante della sua vita è dedicata allo sport, nelle vesti di atleta, allenatore, dirigente, giornalista, organizzatore, promoter, consulente, nella pallacanestro. In carriera ha vinto sette campionati da coach, sette da presidente. Ha svolto attività di volontariato in strutture ospitanti persone in difficoltà, cercando di aiutare sempre deboli e oppressi. É membro del Panathlon Club International, del Lions Club Terre Pontine e della Unione Nazionale Veterani dello Sport. Nel basket è stato allievo di Asa Nikolic, il più grande allenatore europeo di tutti i tempi. Nel giornalismo sportivo è stato seguito da Aldo Giordani, storico telecronista Rai, fondatore e direttore della rivista Superbasket. Attualmente è presidente della Associazione Basket Latina 1968. Ha collaborato con testate giornalistiche locali e nazionali, pubblicato libri tecnici di basket e di storia, costumi e tradizioni locali Ama profondamente Latina e Ponza, la patria del cuore.