C’è un momento dell’anno in cui il giornalismo italiano si spoglia della frenesia delle redazioni per specchiarsi nella grande bellezza della Capitale. Quel momento è arrivato: la XVIII edizione del Premio Biagio Agnes celebra la sua maturità artistica e istituzionale cambiando parzialmente scenario rispetto alle passate edizioni sul Campidoglio. Quest’anno, la suggestiva scalinata di Piazza di Spagna si trasforma nel palcoscenico a cielo aperto più elegante d’Italia.
L’evento, promosso dalla Fondazione Biagio Agnes con la presidenza di Simona Agnes e una giuria d’eccellenza guidata da Gianni Letta, si terrà dal vivo il prossimo 25 giugno, per poi approdare sugli schermi degli italiani il 3 luglio in seconda serata su Rai 1.
A tenere le fila di questo racconto sospeso tra informazione e intrattenimento, una coppia ormai solidissima, garanzia di ascolti e calore umano: Mara Venier e Alberto Matano. I due conduttori non sono semplicemente i padroni di casa; rappresentano il ponte perfetto tra l’anima pop della televisione e la serietà della divulgazione giornalistica.
“In un’epoca in cui la tecnologia rischia di alterare la realtà, questo premio ci ricorda che il giornalismo è fatto da esseri umani, cruciali nel racconto della verità” — Alberto Matano, durante la presentazione ufficiale in via Asiago.
Anche Mara Venier ha voluto ribadire il profondo legame emotivo che la unisce alla memoria di Biagio Agnes, storico direttore generale della Rai che rivoluzionò l’assetto dell’informazione pubblica negli anni ’60 e ’70, inventando formule pionieristiche come il TG delle 13:30.
La giuria ha decretato i vincitori scansionando l’intero panorama comunicativo contemporaneo: dalla carta stampata più rigorosa alle nuove frontiere della generazione podcast, senza dimenticare lo sport e la serialità televisiva.
Di seguito la griglia ufficiale dei riconoscimenti che verranno consegnati sul palco di Piazza di Spagna:
Categoria del Premio
Vincitore / Assegnatario
Motivazione in sintesi
Premio Carta Stampata
Paolo Bricco (Il Sole 24 Ore)
Rigore analitico e profondità storica nel racconto dell’economia.
Premio Inviati
G.B. Brunori (Rai) & Andrea Nicastro(Corriere della Sera)
Coraggio e lucidità nel reportage e nel racconto dei fronti caldi.
Premio Corrispondenti
Rosalba Castelletti (la Repubblica) & Leonardo Panetta (Mediaset)
Capacità di leggere gli scenari geopolitici internazionali.
Premio Speciale Libertà di Stampa
Redazione La Stampa (Dir. Andrea Malaguti)
Impegno costante nella difesa dei valori democratici e del libero pensiero.
Premio per la Televisione
Gerry Scotti & Stefano De Martino
Due generazioni a confronto, pilastri del garbo e dell’intrattenimento.
Premio Audiovisivo
Cast e Regia della serie evento Sandokan
Il grande ritorno della saga salgariana con Can Yaman e Alessandro Preziosi.
Premio Giornalismo Sportivo
Arianna Ravelli (La Gazzetta dello Sport)
Prima donna vicedirettrice in 130 anni di storia della testata.
Premio Giornalista Scrittore
Claudio Cerasa (Il Foglio)
Per il libro “L’antidoto”, un manifesto ottimista contro il catastrofismo.
Generazione Digitale – Podcast
Andrea Gerli (Rai) & Guglielmo Nappi (Il Messaggero)
Nuovi linguaggi per raccontare la sostenibilità e l’attualità ai giovani.
Raggiungere la diciottesima edizione significa guardare al passato con orgoglio, ma soprattutto interpretare il futuro. Biagio Agnes fu un innovatore assoluto: nel 1975 riformò la Rai scommettendo sulla modernizzazione e sulla centralità del giornalista professionista (prima di lui, le notizie in TV venivano lette da annunciatori). Oggi, la sfida principale dell’informazione si è spostata sul terreno dell’Intelligenza Artificiale e della proliferazione delle fake news.
L’edizione 2026 lancia un messaggio chiaro: l’algoritmo non potrà mai sostituire il consumo di suola delle scarpe di un inviato sul campo, né la sensibilità critica nel validare una fonte. Premiare realtà come la redazione de La Stampa per la libertà di stampa o professionisti dell’economia come Paolo Bricco sottolinea la necessità di un giornalismo “certificato” e ad altezza d’uomo.
Allo stesso tempo, l’apertura a format come i podcast e alla serialità pop di Sandokan dimostra che la qualità non deve aver paura della cultura di massa. Sotto il cielo di Roma, tra la solennità di Piazza di Spagna e il sorriso rassicurante di Mara e Alberto, il Premio Agnes si conferma il termometro più fedele dello stato di salute della nostra democrazia culturale. Un appuntamento imperdibile per chi crede che raccontare i fatti, con onestà e passione, sia ancora il mestiere più bello del mondo.
Alessandra Trotta (Giornalista e scrittrice)
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