In chimica esistono per alcuni composti due molecole aventi la stessa formula bruta che hanno proprietà chimiche e fisiche identiche, ma differiscono soltanto perché fanno ruotare in senso opposto di un ugual numero di gradi il piano di vibrazione di un raggio di luce polarizzata che le attraversa. Le due molecole si chiamano antipodi ottici e sono dotate di un centro di asimmetria. È detto ‘destro’ l’antipodo che fa ruotare in senso orario il piano di polarizzazione della luce, mentre è detto ‘levo’ l’altro. Per far comprendere quanto descritto si paragonino le due molecole alle due mani, le quali risultano asimmetriche in quanto non sono sovrapponibili. Facendo scorrere, infatti, su un piano la mano destra su quella sinistra, o viceversa, si osserva che non c’è sovrapponibilità tra di esse. Questo fenomeno venne scoperto nel 1848 dal chimico francese Louis Pasteur (1822 – 1895), studiando un composto che si trova nel vino, l’acido tartarico, la cui formula bruta è C4H6O6. Esso si presenta in due forme che sono antipodi ottici l’acido levotartarico, la forma più abbondante in natura, e l’acido destro tartarico. Ad esse si aggiunge una terza forma non otticamente attiva, l’acido mesotatarico. Le due forme levo- e destro- sono chiamate enantiomeri, o molecole speculari non sovrapponibili, come lo sono le mani, e la proprietà è chiamata chiralità (dal greco antico kheir: mano). Questa proprietà assume un’importanza fondamentale oltre che in chimica anche in biologia e in medicina riguardo ai farmaci. I recettori biologici funzionano come i guanti delle mani: la mano sinistra entra solo nel guanto sinistro e quella destra solo nel guanto destro. Infatti, soltanto uno solo dei due enantiomeri può incastrarsi perfettamente al recettore. Molti farmaci si attengono a questa condizione, che è conditio sine qua non o della causalità naturale: condizione senza la quale non si può verificare un evento. Ecco perché la chiralità è molto diffusa in Natura. Fra gli amminoacidi, che costituiscono le proteine, prevale la forma levo- mentre tra i carboidrati, e quindi anche gli zuccheri, prevale la forma destro-.
Anche gli organi del corpo presentano chiralità; i polmoni, il cuore ed anche il rene e le ghiandole surrenali sono costituiti da due parti e come le mani destra e sinistra sono organi asimmetrici, e quindi chirali. Questa asimmetria influenza le funzioni del corpo ovviamente governate dalle molecole che si trovano nei vari organi. Questa asimmetria è presente anche nell’unione dell’uomo e della donna sia per quanto riguarda il sesso sia per la specificità di alcune molecole caratterizzanti l’una o l’altro.
Anche l’universo è chirale, cioè è asimmetrico in quanto caratterizzato da materia e antimateria. La materia corrisponde a tutto ciò che è osservabile comprese le particelle rilevabili, mentre l’antimateria è costituita da antiparticelle che hanno la stessa massa di quelle della materia ma carica elettrica e proprietà quantistiche speculari. L’antimateria nasce grazie all’intuizione di Dirac secondo cui il vuoto, inteso come ‘Mare di Dirac’, altro non è che un mare infinito di particelle, come gli elettroni che si trovano a livelli di energia negativa. Anche il principio di Pauli, secondo cui nello stesso orbitale possono coesistere due elettroni che abbiano spin opposti, è connesso alla chiralità.
Orbene, in concomitanza con gli aspetti chimici già rilevati, la chimica Serena Arnaboldi, professoressa associata di Chimica Analitica del Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Milano (rif. all’intervista della docente presso la trasmissione di Rai3 TGR Leonardo del 22 giugno 2026 (https://www.rainews.it/tgr/rubriche/leonardo/video/2026/06/TGR-Leonardo-del-22062026-1e066318-f884-4841-b50d-0462d502433a.html ), dirige una ricerca (per la quale ha vinto un finanziamento europeo) condotta per via elettrochimica con lo scopo di trasportare, differenziare e separare gli enantiomeri come nel caso di enantiomeri di amminoacidi e farmaci. La prof.ssa Serena Arnaboldi stata finalista nel prestigioso ‘Premio Levi Award 2019’ della Società Chimica Italiana (SCI) riguardo la ricerca sui film a chiralità inerente per l’elettroanalisi enantioselettiva (Thiahelicene-based inherently chiral films for enantioselective electroanalysis – Chemical Science, ISSUE 2019).
Francesco Giuliano
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