La Procura chiede l’arresto di Alessandro Agresti e le altre 3 persone coinvolte nell’autoriciclaggio

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La procura di Latina chiede la misura cautelare in carcere per Alessandro Agresti e le altre tre persone coinvolte nell’inchiesta che ipotizza i reati di autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Indagine condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo che nei giorni scorsi ha già portato a un maxi sequestro su un patrimonio del valore complessivo di 9 milioni di euro, di cui fa parte anche il concessionario di auto di lusso che si trova in via Mameli, a Latina. Sotto chiave sono finiti poi 19 immobili, otto società e circa un centinaio di auto di pregio.

Secondo la ricostruzione della procura, gran parte delle società venivano intestate a familiari e prestanome, come nel caso del concessionario Vip Motors. Ma l’amministratore di fatto era proprio Alessandro Agresti, che ne gestiva le operazioni economiche e commerciali e trattava rapporti con fornitori e clienti.

Gli investigatori nel corso dell’indagine hanno rilevato una costante sproporzione tra i redditi ufficialmente percepiti e le reali disponibilità patrimoniali, che proverebbe l’illecita provenienza dei beni e fa ipotizzare l’esistenza di fonti occulte di reddito, legate appunto ad attività di trasferimento fraudolento di valori e autoriciclaggio.

 


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