Libertà di stampa sotto attacco: presidio a Roma per il giornalista Gabriele Nunziati

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ROMA (eu24news) – Un presidio pacifico ma determinato davanti al Tribunale civile di Roma per dire “no” ai tentativi di bavaglio e difendere il diritto costituzionale dei cittadini a essere informati. È l’iniziativa che ha visto mobilitati , le istituzioni istituzioni di categoria e cittadini al fianco di Gabriele Nunziati, giornalista finito al centro di una delicata vicenda giudiziaria che tocca da vicino i nervi scoperti della libertà di informazione nel nostro Paese.

L’iniziativa, ripresa e rilanciata ufficialmente anche dal portale dell’Ordine dei Giornalisti (OdG), accende nuovamente i riflettori sul fenomeno sempre più preoccupante delle querele temerarie e delle pressioni legali utilizzate come strumento per intimidire chi esercita la professione giornalistica con schiena dritta.

La vicenda di Gabriele Nunziati ci tocca particolarmente da vicino. Gabriele non è solo un collega stimato nel panorama informativo laziale e nazionale, ma è anche un nostro collaboratore freelance. Conosciamo in prima persona il rigore, l’accuratezza e la passione che mette nel verificare le fonti e nel raccontare i fatti, sempre al servizio della verità e dei lettori.

Tutta la nostra redazione si stringe attorno a lui in questo momento complesso, esprimendo la massima solidarietà. Riteniamo che difendere il lavoro di Gabriele significhi difendere il lavoro di tutti i giornalisti precari e freelance che, spesso senza le tutele di grandi platee editoriali, si trovano in prima linea a coprire cronache scomode.

“Colpire un giornalista significa oscurare una finestra sul mondo dei cittadini. La libertà di stampa non è un privilegio della categoria, ma un pilastro della democrazia.”

Come riportato dalla fonte ufficiale dell’Ordine dei Giornalisti, la presenza della categoria al Tribunale di Roma testimonia la volontà di non lasciare soli i colleghi esposti a procedimenti giudiziari legati al diritto di cronaca.

In Italia il dibattito sulle tutele per i professionisti dell’informazione resta drammaticamente aperto. Le pressioni economiche e legali rappresentano una minaccia silenziosa che rischia di produrre un effetto raggelante (il cosiddetto chilling effect), spingendo all’autocensura per paura delle conseguenze finanziarie di un processo.

Il presidio per Nunziati dimostra però che la risposta della comunità dei giornalisti è compatta. Noi continueremo a seguire l’evoluzione della vicenda, fieri di avere Gabriele nella nostra squadra e certi che la correttezza del suo operato emergerà chiaramente nelle sedi competenti.


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