ROMA – La crisi economica scaturita dall’avvento della pandemia da Covid19 e aggravatasi ulteriormente con lo scoppio della guerra in Ucraina sta mettendo in agitazione ormai da tempo i mercati finanziari, alle prese con incertezza e andamenti altalenanti che non consentono agli investitori di poter allocare i propri capitali in tranquillità, con la paura di vedere le percentuali di rendimento assottigliarsi giorno dopo giorno. 

In questo contesto, uno dei settori che sta facendo registrare le migliori performance è quello del crowdfunding, la nota raccolta dal basso, che negli ultimi anni, malgrado il momento storico non certamente favorevole, ha visto trend di crescita impressionanti con i risparmiatori che sono sempre più propensi a entrare in questo mercato visti i tanti benefici e le opportunità di guadagno presenti.

I benefici del crowdfunding

Come accennato in precedenza, il crowdfunding rappresenta ormai una delle metodologie di investimento preferite dai risparmiatori, e la crescita del settore è evidenziata dalle percentuali in costante crescita per quanto riguarda la raccolta di capitali utili a finanziare progetti e idee innovative.

Del resto i benefici sono sotto gli occhi di tutti. Oltre ad aver profili di rischio contenuti, i progetti presenti sulle piattaforme offrono rendimenti percentuali molto alti e di gran lunga superiori rispetto alle allocazioni di capitali definibili “sicure” come i depositi bancari. Parallelamente, coloro che decidono di investire in una piattaforma di crowdfunding possono contare su un livello di trasparenza e informazione massimo, potendo in ogni momento controllare lo stato del proprio investimento, verificando l’andamento del progetto e le caratteristiche storiche e finanziarie dei proponenti, aderendo alle due principali metodologie della raccolta dal basso, vale a dire quelle relative alla formula “equity” e “lending”.

Per equity intendiamo il finanziamento di un progetto o di un’iniziativa imprenditoriale attraverso il quale l’investitore entra a far parte della società con una quota commisurata al volume dell’investimento stesso. In questo caso, il risparmiatore potrà contare sugli utili che ne scaturiscono in proporzione ma sarà impegnato anche in caso di perdite.

Differentemente con il termine lending ci si riferisce alla modalità con la quale di fatto l’investitore “presta” del denaro per finanziare un progetto e, a prescindere dall’esito positivo o negativo, potrà contare sul ritorno dell’investimento sotto forma di somma prestata alla quale va aggiunto una percentuale di interesse stabilito a priori. E’ quindi a tutti gli effetti un prestito che non contempla l’ingresso in azienda e quindi è slegato da eventuali perdite. 

La grande utilità di utilizzare il crowdfunding coinvolge, però, non solo l’investitore ma anche il proponente. Se da una parte infatti, come già detto, il risparmiatore potrà allocare i propri capitali in investimenti accuratamente controllati dalle piattaforme dedicate, senza barriere all’ingresso o asimmetria informativa, dall’altra l’imprenditore avrà maggiore facilità nel reperire le risorse necessarie per la propria iniziativa, senza dover interfacciarsi con le banche o gli istituti di credito, il cui iter burocratico per il finanziamento e le grandi garanzie richieste rallentano enormemente l’intero processo.

Crowdfunding e Green Economy

Una delle leve che ha maggiormente favorito la crescita del crowdfunding è certamente la centralità che la green economy ha assunto in questi ultimi anni, grazie anche alle strategie dei governi nazionali che hanno messo la sostenibilità al centro delle proprie politiche economiche. La crescita di questo settore, infatti, abbinata alla raccolta dal basso, ha permesso agli investitori di poter entrare in un mercato che, come visto anche durante la pandemia da Covid19, non ha risentito se non marginalmente della crisi, essendo i progetti green decorrelati dall’andamento dei mercati finanziari, con livelli di rendimento che in alcuni casi arrivano anche al 7-8% lordo annuo. 

A questo va aggiunto, ovviamente, anche l’aspetto etico dell’investimento: finanziando progetti green, infatti, oltre a consentire un ottimo ritorno in termini di rendimento, si diventa a tutti gli effetti attori protagonisti di un cambiamento epocale che non può più essere rimandato, sia dal punto di vista di dipendenza dagli esportatori di materie prime di origine fossile, sia per quanto concerne il futuro del Pianeta e la salvaguardia dell’ambiente, argomento quanto mai attuale visti i recenti e sempre più frequenti allarmi sulle problematiche climatiche.


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