“Noi” dove la simmetria asimmetrica e la vendetta fanno paura ma fanno riflettere

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Titolo: Noi

Titolo originale: Us

Regia: Jordan Peele

Sceneggiatura: Jordan Peele

Musiche: Michael Abels

Produzione Paese: USA, 2019

Cast: Lupita Nyong’o, WinstonDuke, Elisabeth Moss, Tim Heidecker, Yahya Abdul-Masteen II, Anna Diop, Evan Alex Cole, Shahadi Wright Joseph, Madison Curry, Cali Sheldon, Nolle Sheldon, Kara Hayward, […]

Noi fa ricordare il film Zombi (1978), alias L’alba dei morti di George A. Romero, anche se non ha nulla a che vedere con il soggetto di questo film che mette in luce la disparità tra i fortunati e gli sventurati di questo mondo. Sì, perché c’è un mondo di sotto che la cosiddetta “civiltà moderna” non conosce o fa finta di non conoscere. Il regista Jordan Peele chiaramente mette in evidenza l’esistenza di questi due mondi gemelli sulla terra: quello di sopra su cui vivono i fortunati – i Noi – con tutti i loro privilegi e i loro difetti e quello di sotto dove invece vegetano gli sfortunati – i Loro -, che sono emarginati. Ed elabora il suo pensiero su cosa potrebbe succedere se tutti gli sventurati coalizzassero tra di loro per rivoltare il mondo di sopra.  Nel procedere della trama, infatti, si viene a verificare un’equivalenza tra pronomi che in grammatica sono diversi, cioè il pronome personale plurale noi diventa uguale al pronome di terza persona plurale loro, cioè Noi = Loro. Ma uguali in che senso? Si chiede lo spettatore. Uguali solo per ciò che riguarda la somiglianza perché umani sono sia gli uni, i Noi, che gli altri, i Loro, ma disuguali in tutto ciò che riguarda le agiatezze e le ricchezze possedute o non possedute così come i pronomi stessi che rispettivamente li individuano? E, in tale situazione, non può essere usato il motto virgiliano Audentes fortuna iuvat, ovvero  la fortuna aiuta gli audaci, o meglio la sorte, che determina una circostanza imprevedibile e incontrollabile che plasma la vita degli individui in un senso o nell’altro perché nascere o vivere nel mondo di sopra è soltanto un puro fatto casuale. Il film, infatti, nel suo procedere con un frenetico susseguirsi di colpi di scena fa ricordare il melodramma di Gioacchino Rossini La Cenerentola con i versi Nacqui all’affanno e al pianto,/ soffri tacendo il core;/ ma per soave incanto/ dell’età mia nel fiore,/ come un baleno rapido/ la sorte mia cangiò.

Emergono dal film, in realtà, vari elementi di riflessione soprattutto sul tema della discriminazione e dell’emarginazione, causate dai diritti negati da una parte e dai falsi bisogni dall’altra, facendo vedere i diseredati come un “pericolo” incombente per l’umanità “civile” ma al tempo stesso con una nota di speranza.

Era il 1986, quando la bambina Adelaide (Lupita Nyong’o, premio Oscar 2013 per migliore attrice non protagonista nel film 12 anni schiavo di Steve McQueen) in vacanza a Santa Cruz con i suoi genitori, una sera, mentre  si trova in un Luna Park, approfittando della distrazione del padre, si reca sulla vicina spiaggia ed entra nel reparto di divertimenti degli specchi, dove incontra una sosia che l’afferra per la gola. Adelaide riesce a scappare e raggiunge i suoi genitori, ma non riesce più a parlare. Forse sarà stata l’emozione provata a causarle tale inconveniente, tant’è che, in seguito ai suggerimenti avuti da una visita terapeutica, i genitori per farla riprendere le fanno eseguire attività varie ricreative come il disegno, il canto e il ballo. Circa trent’anni dopo Adelaide, sposata si trova in vacanza a Santa Cruz con il marito Gabe Wilson (WinstonDuke) e i loro figli, Zora (Shahadi Wright Joseph) e Jason (Evan Alex Cole) dove le ritorna in mente l’incidente sconvolgente subito quando ancora era bambina. Allorché rientrano nella loro residenza, durante una notte, in giardino, appare una strana famiglia di quattro persone che irrompe nella loro  casa. C’è una famiglia nel nostro vialetto – osserva infatti Jason. I quattro intrusi sono dei doppioni di loro stessi, guidati dal doppione di Adelaide, Red. Ma voi che cosa siete? – chiede Gabe. Sono Noi! – osserva Jason. Sembrano esattamente come noi, pensano come noi, sanno dove ci troviamo. Non si fermeranno finché non ci uccidono o noi uccidiamo loro – aggiunge Adelaide. E da qui inizia la tragedia … e le forbici ne fanno parte.

Filmografia: Scappa – Get Out (2017).

Francesco Giuliano


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Francesco Giuliano
Giuliano Francesco, siciliano d’origine ma latinense d’adozione, ha una laurea magistrale in Chimica conseguita all’Università di Catania dopo la maturità classica presso il Liceo Gorgia di Lentini. Già docente di Chimica e Tecnologie Chimiche negli istituti statali, Supervisore di tirocinio e docente a contratto di Didattica della chimica presso la SSIS dell’Università RomaTre, cogliendo i “difetti” della scuola italiana, si fa fautore della Terza cultura, movimento internazionale che tende ad unificare la cultura umanistica con quella scientifica. È autore di diversi romanzi: I sassi di Kasmenai (Ed. Il foglio,2008), Come fumo nell’aria (Prospettiva ed.,2010), Il cercatore di tramonti (Ed. Il foglio,2011), L’intrepido alchimista (romanzo storico - Sensoinverso ed.,2014), Sulle ali dell’immaginazione (NarrativAracne, 2016, per il quale ottiene il Premio Internazionale Magna Grecia 2017), La ricerca (NarrativAracne – ContempoRagni,2018), Sul sentiero dell’origano selvatico (NarrativAracne – Ragno Riflesso, 2020). È anche autore di libri di poesie: M’accorsi d’amarti (2014), Quando bellezza m’appare (2015), Ragione e Sentimento (2016), Voglio lasciare traccia (2017), Tra albori e crepuscoli (2018), Parlar vorrei con te (2019), Migra il pensiero mio (2020), selezionati ed editi tutti dalla Libreria Editrice Urso. Pubblica recensioni di film e articoli scientifici in riviste cartacee CnS-La Chimica nella Scuola (SCI), in la Chimica e l’Industria (SCI) e in Scienze e Ricerche (A. I. L.). Membro del Comitato Scientifico del Primo Premio Nazionale di Editoria Universitaria, è anche componente della Giuria di Sala del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2018 e 2019/Giacarlo Dosi. Ha ricevuto il Premio Internazionale Magna Grecia 2017 (Letteratura scientifica) per il romanzo Sulle ali dell’immaginazione, Aracne – NarrativAracne (2016).