ANZIO – Non si placa la scia di sangue Dopo l’accoltellamento e il ferimento a morte di Leonardo Muratovic. Questa volta protagonista il papà della vittima, che davanti al commissariato di Anzio ha accoltellato a sua volta due bodyguard del locale, uno di circa 30 anni, l’altro di 50, che erano stati convocati per accertamenti sull’omicidio del figlio.
Alla base del gesto, l’accusa della famiglia di Leonardo: secondo loro il 25enne non è stato tutelato nel momento in cui è stato fatto uscire dal locale. E in più, sembrerebbero a loro dire esserci delle incongruenze nel racconto dei due buttafuori. Da qui, quindi l’ira e la rabbia culminata nell’ennesimo episodio di violenza: i due bodyguard accoltellati.
Stando alle prime informazioni emerse qualcuno questa notte, intorno alle 2, ha chiamato Leonardo, che era con gli amici e la fidanzata nel locale di Anzio. E lo ha fatto uscire fuori dal locale. Lui, cliente abituale, spontaneamente, si è alzato, è andato verso l’uscita e si è allontanato con quelle che – dai racconti di alcuni testimoni – sembrano essere tre persone. Poi la discussione, la bottiglia spaccata in testa e la lite che in poco tempo è degenerata. Lite culminata con la ferita mortale all’addome, che ha colpito gli organi vitali. E che, purtroppo, non gli ha lasciato scampo.
Il padre di Leonardo Muratovic è stato fermato e arrestato dagli agenti di Polizia. Ora le indagini sono in corso e gli inquirenti stanno cercando di dare un volto e un nome all’aggressore che nella notte appena trascorsa ha ferito a morte il ragazzo 26enne di Aprilia, che si allenava a Pomezia. La lite è scaturita da futili motivi o si è trattato di un agguato? Domande che, almeno per il momento, restano senza risposta.
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