Renzi, un istrione che sa recitare bene. Stefanelli pronto per le europee, guardando al centro moderato, ma non c’è più spazio

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Oltre 300 persone per ascoltare il senatore fiorentino nella presentazione del suo ultimo libro ” Palla al Centro ” In avvio anche  la richiesta «alla nostra classe dirigente sui territori di candidarsi alle elezioni Europee». In prima fila c’erano, la consigliera regionale Marietta Tidei, il deputato romano, Luciano Nobili e il presidente della Provincia di Latina Gerardo Stefanelli, il quale il 10 marzo sarà ricandidato alla Presidenza della Provincia ( Riconferma sicura), pensando al 9 giugno, quando si voterà per le europee. Le liste dovranno essere pronte entro il 6 maggio e sicuramente Stefanelli ci sarà. Renzi: «Alle Europee ci candidiamo, io per primo, uomini e donne di questo territorio, di questa provincia. Noi vogliamo far sentire la nostra voce, alta e chiara. L’Europa cosa sta dicendo nella politica estera? Nulla. In Africa cosa fa l’Europa? Niente». Il sogno di Renzi sono «gli Stati uniti d’Europa, l’esercito unico, stop diritto di veto, niente soldi a chi non rispetta lo stato di diritto». Ma con quali alleanze? Renzi non lo ha detto. Come si fa a raggiungere il quorum del 4 % senza alleati ? Sarà dura per tutti.

Molti ora pensano al centro moderato, ma FI è il centro moderato e forse non andrà male e se prenderà il 10 % e la Lega resterà all’8/9, allora saranno dolori per Salvini. Ma poi c’è Calenda, ormai incompatibile con Renzi, ma non c’è più con il senatore di Rignano neppure Rosato, che era un suo fedelissimo. Dunque sarà una battaglia fino all’ultimo voto e Gerardo, sindaco di Minturno e Presidente della Provincia di Latina, nuovo leader del centro, combatterà per la causa.

Renzi ha parlato per 45 minuti, poi è corso di nuovo a Roma, dove lo attendeva Manuela Moreno al TG 2 Post. Efficace, brillante, istrione, come sempre.
Il libro contrappone la politica agli influencer. «Giorgia Meloni è una fantastica influencer. Pensa prima a creare empatia con l’elettore, piuttosto che a fare le cose che servono al Paese. Siamo stati sconfitti in questi anni su decine di questioni, in Europa e nei tavoli che contano. Ma Meloni cerca sempre e solo il like dei follower. Lo fa quando lascia il compagno, con un post oggettivamente perfetto. Chi non s’è sentito di schierarsi con lei? Oppure quando posta sull’aereo di Stato una foto con la figlia, abbracciate, e la frase: “Io e te affrontiamo il mondo mano nella mano”. Bellissimo. Ma cosa c’entra con la politica? Semplicemente distrae dai disastri che sta compiendo il suo Governo». E cita come esempio quanto accaduto sull’agricoltura. «Nel 2015 all’Expo, annuncio il taglio dell’Irpef e di altre imposte per i redditi agricoli. Lo ritenevamo un provvedimento necessario. Meloni arriva al governo e cosa fa? Taglia parte di quel provvedimento e rimette l’Irpef sui redditi agricoli per circa 250 milioni di euro di gettito. Il tutto, nel silenzio generale delle opposizioni che sono ideologiche e addormentate. Io presento un question time, mi risponde Meloni che addirittura rivendica quel provvedimento. Poi, storia degli ultimi giorni, il Governo si rimangia il provvedimento dopo la protesta dei trattori». Secondo Renzi «Giorgia Meloni è incoerente, s’è rimangiata tutto quel che ha detto in passato». Non mancano punture di spillo al centrosinistra, Pd e M5S in testa. «Il Partito democratico ormai segue la linea che detta Giuseppe Conte. Noi abbiamo sostenuto la riforma sull’abuso d’ufficio del ministro Nordio, che veniva chiesta a gran voce tra gli altri, dai sindaci Pd come Decaro e Ricci e dal presidente della Campania, De Luca. I dem invece cosa fanno? Visto che M5S vota contro, si accoda a loro. Tradendo una battaglia che era del Partito democratico».  «Dobbiamo realizzare il paese che vivranno i nostri figli e nipoti. La nostra età media si alza costantemente, perché le condizioni di vita migliorano. I 60-70enni non sono più quelli di trenta anni fa. Sono ancora attivi, pieni di vita. Per questo ripeto a gran voce che dobbiamo ripensare la sanità. Dobbiamo incentivare l’intelligenza artificiale, non averne timore. L’AI ci permetterà di sconfiggere malattie oggi mortali. Ci permetterà di lavorare meno e meglio». E chiude citando Oscar Wilde: «La nuova generazione è spaventosa. Mi piacerebbe tanto farne parte».


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