ROMA – Rifiuti: c’è chi è pronto a far risparmiare 17 milioni di euro ai romani, ma Ama preferisce portarli fuori regione a 170 euro a tonnellata. Forse ad Ama e al Comune di Roma un risparmio di 17 milioni di euro l’anno nei propri bilanci sembrano essere poca cosa, ma probabilmente ai romani, già provati dall’emergenza rifiuti, la situazione potrebbe non sembrare proprio così irrilevante.

Dalle ultime notizie di stampa infatti, dopo il blocco di Mad delle discariche di Roccasecca e Civitavecchia, Ama avrebbe stoccato circa 7mila tonnellate di rifiuti tal quale nei suoi centri di trasferenza di Rocca Cencia e Ponte Malnome e si starebbe lavorando alacremente per trasferirli fuori regione. Il tutto in attesa che si sblocchi la situazione di Monte Carnevale, che a quanto riporta Il Messaggero farebbe capo ad una società riconducibile allo stesso imprenditore proprietario delle discariche di Roccasecca e Civitavecchia che lo sorso fine settimana ha bloccato la raccolta nella Capitale per un problema legato ai codici a specchio che però sembrerebbe essere stato prontamente risolto dalla Regione Lazio delegando ad Arpa e al suo direttore generale l’indicazione delle linee guida da osservare in questi casi. Probabilmente sollevando così i dirigenti regionali da un bel pò di eventuali grattacapi sulla questione.

Trasferire oggi fuori regione i rifiuti di Roma arriva a costare anche fino a 170 euro a tonnellata, mentre c’è chi nel Lazio si è offerto di trattarli a 80 euro a tonnellata. La differenza sta tutta lì, in quei 630mila euro in più che costerebbe oggi trasferire fuori dal Lazio quelle 7mila tonnellate stoccate nei centri di trasferenza citati poc’anzi, o piuttosto conferirli all’azienda che ha messo nero su bianco la sua offerta ad Ama. Un risparmio stimato in tutto il 2020 in circa 17 milioni di euro per le tasche dei romani.

Intanto sempre sui rifiuti, a Raggi e a Zingaretti arriva un duro attacco da parte dell’onorevole Claudio Durigon, commissario romano della Lega. «Noi siamo per i termovalorizzatori, ci sono regioni del nord come l’Emilia Romagna che ne hanno ben 8 –spiega Durigon intervistato dall’agenzia Dire -. Il ciclo dei rifiuti va chiuso in qualche modo e mi meraviglia che per la sinistra i termovalorizzatori vadano bene in Emilia Romagna mentre qui no. E’ inconcepibile che Zingaretti in 7 anni non abbia messo mano ad un piano per chiudere il ciclo nella nostra regione. Tutto questo oggi lo sta pagando la Capitale anche per colpa della Raggi che non si è fatta sentire col presidente della Regione» 

 


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