Ma insomma la manifestazione delle sardine di sabato è stato un successo o no? Secondo voi, tremila e più persone che si ritrovano in una piazza difficile come quella di Latina, solo per cantare, come lo definireste? E aggiungici poi tutte quelle reazioni e commenti scomposti che ieri hanno invaso i social per tentare in ogni modo di sminuire un fenomeno che sta prendendo il volo, qui, in Europa e negli States, che interpretazione gli date?

Ma volendo rimanere ai fatti, aspettiamo la manifestazione di Roma per capirci di più. Per ora limitiamoci a considerarla una piccola vittoria locale grazie a quattro temerari giovani che fino all’ultimo hanno temuto di non farcela.

E infatti: “ L’evento è stato una grossa rivelazione, anche per l’inattesa partecipazione, confessa Fabio, uno dei quattro organizzatori. Tutte quelle persone, lì in quell’oceano, erano felici e sorridenti, speranzosi e sicuri, volenterosi di trascorrere quest’oretta insieme e prendere una boccata d’aria da tutto quello che c’è di negativo nel mondo di oggi. Un momento frenetico in cui non ci si aspettava altro che che di poter urlare al cielo bella ciao, nella speranza di potersi liberare da qualcosa che fa paura. In quell’oceano nessuno si è preoccupato di sapere in quel momento… cosa sarà di noi e cosa faremo in seguito. L’importante era essere lì, presenti, a comunicare qualcosa di grande di persona, senza nascondersi dietro la trappola dei social media”.

Cerco Pierluca, l’altro organizzatore. E’ a Roma a seguire alcuni dibattiti sul tema dell’antimafia a Più Libri, Più Liberi. L’impegno della sua vita. Anche lui comunque è molto soddisfatto del risultato: “Ieri è stata la prova che esiste una comunità e che esiste un gruppo di persone che crede ancora in valori che piano piano stanno scomparendo. Ieri è stata la conferma che nessun uomo e nessuna donna si devono sentire soli o emarginati solamente perchè il suo pensiero è diverso. La piazza piena ci ha caricato ancora di più di responsabilità”.

Parte dalla fine della serata Andrea: “ Dopo che sabato sera abbiamo cenato e brindato insieme, ho detto agli altri…da un lato non vedo l’ora di andare a dormire, dall’altro vorrei che questa giornata non finisse mai, tante sono state le emozioni. Prima la paura di non vedere molte persone scendere in piazza e poi la felicità di aver portato a termine qualcosa che, forse, a Latina ha un valore maggiore. Quasi all’improvviso, ci siamo ritrovati, tutti insieme a condividere sorrisi e speranze. Si percepiva nell’aria l’elettricità di quei giorni in cui ci si sente veramente capaci di poter fare qualcosa di importante”.

La stessa elettricità che hanno vissuto le persone che hanno partecipato e che si sono preparate per il flash mob. Alessandra psicoterapeuta: “Già dieci giorni prima ho chiesto a mio marito Roberto, che ha insegnato al Liceo Artistico di Latina per 36 anni e che ha un laboratorio di restauro, di preparare due sardine”. E infatti sui social Alessandra ha messo la foto di queste sardine artistiche che avrebbero vinto senz’altro il primo premio per bellezza e originalità. “ In quella piazza, continua, mi sono sentita bene, felice di sentire parole e convinzioni che sono mie”. Dello stesso avviso Laura, insegnante: “Bravissimi questi giovani. Il nostro futuro adesso è nello loro mani”. E Diego: “ Nessuno può più fermare questa ondata di sardine, ormai”. “Sabato sera ho avuto la sensazione di una ritrovata fiducia e di una speranza che credevo non esistere più, mi confessa Rita. Penso che gli attacchi che ora sta ricevendo il popolo delle sardine siano originati dalla preoccupazione che questo popolo gioioso e pacifico sta suscitando”.

Forse è proprio così. Questa novità comincia a fare paura. Perchè è incontrollabile. E perchè sta suscitando tanta curiosità, qui e altrove. “ Durante la giornata di sabato, racconta Anna Claudia, sardina della prima ora, mentre Pier Luca si occupava di tutta la parte tecnica e Fabio di striscioni e sardine, Andrea e io siamo stati praticamente sequestrati da due giornalisti francesi di Liberation e del settimanale Marienne. L’intervista durata più di tre ore ci ha fatto percepire il vero senso di questa manifestazione”. Capito?

“Mentre ci dirigevamo in piazza, continua a raccontare Anna Claudia, Andrea mi ha detto…non avevo ancora capito cosa stavamo creando. Forse nemmeno io, però. Anche se divento un treno quando decido di fare una cosa e mi butto dritta all’obiettivo, senza esitazioni. Quando siamo arrivati lì sotto l’Intendenza di Finanza c’erano già tantissime persone e mancava ancora mezz’ora. Mi sono venuti a salutare gli amici, vecchi e nuovi. Una signora mi ha regalato degli orecchini a forma di sardina. Poi ho dovuto parlare io. Ero molto emozionata. Ho voluto comunque rivolgere un pensiero a Roberto Fiorentini. Una persona molto speciale per me. E a Marco Omizzolo…”

Già. In quella piazza hai citato e ringraziato per il suo impegno Marco Omizzolo, ricercatore e sociologo, che ha votato la sua vita a combattere le mafie, le agromafie e il caporalato e che è stato recentemente nominato Cavaliere della Repubblica dal presidente Mattarella.

Omizzolo è stato molto colpito da questo gesto. “La citazione da Latina, mi ha confessato, mi ha commosso ed emozionato. E’ la dimostrazione della formazione di un popolo e di cittadini che hanno a cuore il tema della giustizia sociale e del contrasto allo sfruttamento, alle mafie e alle agromafie.. E’ un segnale importante questo, che viene dato non solo al territorio, ma anche a livello nazionale, da parte di un movimento che non è evanescente e non soltanto liquido ma è capace di prendere posizioni anche molto radicali. E’ chiaro che questo per me è una grande iniezione di fiducia. Intanto li ringrazio di cuore. Sono sicuro che ci saranno anche altre occasioni per incontrarci e fare un percorso di lotta per una società migliore insieme”.


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