È iniziato alle 7, ma procede a rilento lo spoglio delle schede in Sardegna per le elezioni regionali. Scrutinate 616 sezioni, il 33% del totale di 1.840. Il candidato del centrodestra Christian Solinas è in vantaggio con il 47,94%, in vantaggio su Massimo Zedda (Centrosinistra) che, al momento, si ferma al 33,40% e su Francesco Desogus (M5s) con l’11,15%. Seguono Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi) con il 3,18%, Mauro Pili (Sardi Liberi) con il 2,27%, Andrea Murgia (Autodeterminazione) con l’1,91% e Vindice Lecis (Sinistra Sarda) con lo 0,63%
A Cagliari Zedda, che è sindaco dal 2011 del capoluogo di regione, stando ai risultati parziali sembra aver superato l’avversario di centrodestra, anche se con uno stretto margine.
Conte assicura: “Non ci saranno conseguenze per il governo”. Giorgetti (Lega): “Elettori ci premiano, gli altri affrontino i loro problemi”, Di Stefano (M5s): “Non siamo morenti come dicono”
In attesa dei risultati definitivi, arrivano i primi commenti. Il premier Giuseppe Conte ha assicurato: “Non ci saranno conseguenze per il governo. In ogni caso direi di non enfatizzare il ruolo di elezioni regionali, che saranno spunto per dibattito politico nazionale ma dagli esiti non credo ci saranno conseguenze per il governo nazionale”. Per Luigi Di Maio il voto in Sardegna non scalfirà la tenuta del governo: “Non vedo nessun problema. Ovviamente i dati ufficiali non ci sono ancora: ma noi siamo ‘positivi’ perché per la prima volta in Sardegna entriamo con consiglieri regionali”, ha affermato, precisando che il Movimento è “vivo e vegeto” e proseguirà nella sua riorganizzazione.
Parole simili a quelle del premier e del suo vice erano state espresse dal ministro dell’Ambiente, Sergio Costa: “I risultati delle elezioni amministrative non scalfiranno la tenuta del Governo”. Sul voto in Sardegna interviene anche Manlio Di Stefano, sottosegretario M5s agli Esteri: “Noi non siamo morenti come dicono”, attacca. Sui risultati delle elezioni che, anche se parziali, decretano un crollo del Movimento rispetto alle Politiche del 4 marzo 2018, dice: “Certamente paghiamo il percorso che facciamo a livello locale e quindi è giusto ragionare su come cambiare. Detto ciò, 1.320 candidati contro 60 sono una presa in giro. Aggiungo che se vanti la Lega in Abruzzo e attacchi noi in Sardegna vuol dire che strumentalizzi i dati”. Esulta per il risultato Giancarlo Giorgetti della Lega: “Noi andiamo avanti per la nostra strada, gli elettori ci premiano, se altri hanno qualche problema è giusto che decidano loro come risolverlo”, ha affermato da Londra. Per il sottosegretario del Carroccio “La linea resta tracciata – ha proseguito – andiamo avanti con tranquillità, serenità e serietà nell’azione di governo”.
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