LATINA – Si è svolto martedì 6 novembre presso il Liceo Scientifico “G.B. Grassi” il convegno
“Autismo Ieri, Oggi ….e Domani. Dalla diagnosi precoce all’inserimento lavorativo, un
continuum di necessità e opportunità” organizzato dall’Associazione di Promozione
Sociale Forma Mentis, in collaborazione con il Centro Polispecialistico San Giuseppe di
Latina Scalo e l’Associazione LatinAutismo.

L’autismo è un punto interrogativo a cui la scienza ancora non è riuscita a dare
risposte: per questo non è possibile parlare di cure risolutive della malattia e spesso le
famiglie si ritrovano completamente abbandonate e senza gli strumenti adeguati per
poter far fronte alla malattia dei figli.

Durante il dibattito è emerso che recenti studi hanno evidenziato come i bambini
colpiti da questi disturbi, presentino già nelle prime settimane di vita, alcune anomalie
nel pianto e nel movimento spontaneo. Se questi dati venissero confermati su un
campione più ampio e se sarà possibile associare tali anomalie ad alcune caratteristiche cliniche e biologiche dei pazienti presi in esame, potrebbe essere attivato un monitoraggio per la loro identificazione precoce, già nel primo anno di vita, ed attivato un intervento precoce intensivo e individualizzato. 

Il programma del convegno si è articolato su tre aspetti fondamentali: clinico,
didattico-educativo e socio-culturale. In una sala affollatissima si è parlato di
“Identificazione precoce dei segnali di rischio” con la dottoressa Scattoni, di Terapia
Mediata dai Genitori, con il prof. Valeri, di stress genitoriale con la professoressa
Cerquiglini, del programma di intervento COMPASS per l’inclusione scolastica e
lavorativa con il prof. Laghi, dell’esperienza straordinaria di integrazione sociale e di
occupazione con l’associazione “L’Emozione Non Ha Voce Onlus”, delle nuove frontiere
della ricerca sugli interventi comportamentali per l'autismo con il dottor Conversi.
Ad aprire il convegno il Prof. Giuseppe Titti, direttore scientifico dell’evento insieme al
Prof. Valeri e alla dottoressa Magni, che ha parlato dell’importante ruolo del pediatra
nell’identificare i primi segnali. Un altro contributo importante è stato quello portato
dalla professoressa Venditti, con Lo Sportello Autismo e i progetti di inclusione portati
avanti con il CTS di Latina istituito presso l’IC Frezzotti Corradini di cui lei è dirigente.

Clarita Pucci, presidente dell’associazione “Forma Mentis APS” ha sottolineato “Quando
abbiamo pensato di organizzare questo convegno, ci siamo chiesti come potevamo
affrontare la complessità dei disturbi dell’autismo: abbiamo voluto rivolgere
l’attenzione ai progressi scientifici, con la volontà di diffondere modelli operativi,
basati sull’evidenza scientifica, soffermandoci sui modelli di diagnosi e sugli strumenti
operativi che consentono di aumentare le possibilità di inclusione e fornire sostegno a
chi ne è affetto e alle loro famiglie”. Le fa eco il Direttore Generale del Centro
Polispecialistico San Giuseppe, Dario Carticalà, che afferma che “ Oggi le nuove sfide
riguardano la diffusione di questi interventi che richiedono anni di formazione e alta
specializzazione degli operatori e la loro applicazione fin dalla tenera età,
massimizzando il ruolo, il coinvolgimento e le competenze dei genitori. L’acquisizione
di abilità nell’arco vita, apre nuovi scenari, la possibilità di sostenere la persona con la
sindrome dello spettro autistico nella transizione in età adulta per una vita
indipendente e un lavoro inclusivo.”

LatinAutismo Onlus, partner dell’evento, è intervenuta con la presidente Monia
Magliocco che ha esposto le attività svolte dall’associazione di genitori/familiari di
persone con disturbi dello spettro autistico, su tutto il territorio di Latina e Provincia, “Le famiglie che all’ interno hanno un bambino/adulto con una così grave condizione –
dichiara la Magliocco – si trovano a dover affrontare quotidianamente situazioni
faticose; impossibilitate a vivere una vita normale, a causa non solo della patologia
stessa ma spesso anche delle situazioni riconducibili alla scarsa conoscenza delle
caratteristiche di questa disabilità nel sociale.”


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