Omaggio a Carmine Di Sante

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I ricercatori hanno bisogno di un maestro, in assenza del quale non potrebbero pervenire ad alcuna scoperta. (Platone)

Nel mio percorso di formazione intellettuale e spirituale ho avuto l’opportunità e la fortuna di avvicinare e conoscere Carmine Di Sante, una figura carismatica di, una delle voci più importanti nell’odierno panorama degli studi teologici in Italia, un rispettabile teologo, biblista e saggista, autore di libri che hanno avuto un particolare rilievo per la mia crescita umana, culturale e spirituale.

Dal primo iniziale incontro ho compreso subito di avere davanti a me una persona affidabile per la sua disponibilità ad accogliermi con calore umano, per il linguaggio pacato e rassicurante, oltre che forbito e raffinato,  per la sua competenza e conoscenza delle Scritture ebraico-cristiane, per la sua preparazione culturale, sia di natura psicologica che filosofica, e per il suo spiccato senso di apertura mentale e di cuore.

Fin dal primo colloquio sono rimasto favorevolmente colpito dalla sua disponibilità all’ascolto del mio status esistenziale, caratterizzato dalla costante e prolungata “ricerca” di Dio, al confronto sereno delle idee, alla condivisione e al dialogo aperto sui più importanti temi dell’attualità culturale, sociale, politica e religiosa del nostro tempo. Ho immediatamente percepito la sua particolare capacità ad accogliere i miei desideri di conoscenza del messaggio biblico, le mie osservazioni e riflessioni, le mie perplessità e i dubbi e sulla storia della religione cristiana.

Ho subito compreso di aver trovato in lui:                                     – una “guida” sapiente a cui affidarmi per leggere, interpretare e condividere i grandi testi e temi dell’umanità, costretta ad affrontare nell’attuale «contrada storica» gli sconvolgenti cambiamenti della società globalizzata della nostra epoca;

 – un “maestro” di vita che con le sue opere e il suo pensiero euristico, fecondo e generoso, ha contribuito a cambiare il mio modo di pensare, ha ampliato gli orizzonti della mia conoscenza religiosa e ha segnato la mia storia personale, aiutandomi a trovare le risposte alle domande fondamentali e decisive della mia esistenza;

 – un “compagno di strada” nel mio percorso di indagine e di approfondimento sul complesso mondo della spiritualità che si nutre di esperienze quotidiane comuni a molti uomini,  fatta di giustizia e di pace, di perdono e di misericordia, e che ci aiuta nella scoperta della verità.

Negli incontri del “giovedì”, che ho seguito sempre con interesse, con estrema attenzione e con spirito di umiltà e di accoglienza delle idee degli altri, ho avuto modo di far tesoro non solo dei contenuti religiosi che venivano trattati e approfonditi di volta in volta, ma soprattutto della metodologia dello «scavo teologico» del senso della Parola biblica, di approfondimento e di ricerca portata avanti da tutto il gruppo dei partecipanti guidato e sostenuto con spirito di servizio e autorevolezza dallo stesso Carmine.

Con il passar del tempo e con l’intensificarsi degli incontri, che hanno rafforzato la nostra relazione amicale, ho avuto occasione di seguire Carmine nelle attività culturali e nei seminari che si sono svolti a Camaldoli, ad Assisi, a Latina e soprattutto nella sua produzione storico-teologica di alcuni suoi impegnativi saggi.

Ricordo con piacere l’interessante e illuminante intervista (rintracciabile nel sito del giornale on line News-24.it) che ho predisposto perché potessi meglio conoscere la formazione religiosa e l’itinerario degli studi biblici e di ricerca teologica di Carmine Di Sante. Ho avuto modo anche con questa iniziativa di approfondire le principali tematiche di teologia che Carmine, sulla scia del suo maestro, filosofo e teologo, Armido Rizzi, ha elaborato nel corso degli anni.

In particolare sulla base dei suoi studi filosofici e antropologici di Emmanuel Levinas,  Franz Rosenzweig e René Girard, ho scoperto l’importanza dell’umanesimo biblico per l’uomo del terzo millennio e del «secolo dello straniero» nella nostra società globalizzata.      Per me la novità sconvolgente e sorprendente dell’intervista è stata la scoperta dell’impegnativo progetto, da parte di Carmine, di fondare «una nuova teologia biblica» prendendo le distanze dall’ellenizzazione del Dio ebraico-cristiano, perché ciò che la Bibbia dice di Dio è incompatibile con il Dio della filosofia platonica e aristotelica.    Per Carmine Di Sante una nuova teologia biblica è «una teologia che si pone in ascolto del racconto fondante d’Israele e ne coglie dal punto dell’ermeneutica il tratto originario della gratuità e della misericordia istitutive di un umano chiamato ed elevato, nella libertà responsabile, alla stessa gratuità e misericordia».

Dopo questa stimolante intervista la mia relazione con Carmine si è ulteriormente rafforzata e arricchita con la lettura di alcuni dei suoi poderosi saggi come Dio e i suoi volti, La Bibbia e il suo oggi e soprattutto Dentro la Bibbia. La teologia alternativa di Armido Rizzi.   Nel primo saggio acuto e rigoroso ho colto dell’autore la sua raffinata sensibilità religiosa, duttile, aperta e senza pregiudizi, la sua finezza d’indagine, la robusta capacità argomentativa, la sicura padronanza di analisi storica e soprattutto la particolare profondità speculativa di natura teologica.

Un’opera originale frutto di dottrina e sapienza, in cui emergono la statura intellettuale e lo spessore teorico del teologo di solida cultura ebraica che dimostra, oltre alla vasta preparazione e una marcata inclinazione all’esegesi, l’acuta capacità d’interpretazione dei testi biblici. Un libro serio e accessibile, scritto con uno stile attraente, capace di parlare al cuore di tutti coloro che oggi ricercano Dio e i suoi volti.

Altra lettura estremamente formativa, che ha rafforzato il mio rapporto umano e fraterno, di natura culturale e spirituale, con Carmine è stato il saggio su Armido Rizzi, eminente teologo impegnato per più di quarant’anni nella rilettura radicale della Bibbia. Un libro straordinario per acutezza, sincerità e profondità che costituisce uno schietto omaggio e riconoscimento al suo autentico «maestro di vita».

Con questo corposo saggio Carmine Di Sante ha dimostrato di essere, oltre che un profondo conoscitore della teologia di Armido Rizzi, un teologo innovativo capace di  rendere con fedeltà estrema la travagliata e seria ricerca teologica e cristologica di un grande e rispettabile studioso della Bibbia.

Grazie al reciproco rispetto e all’aiuto costante e fraterno di Carmine, gli argomenti che ho seguito con maggiore interesse e volontà di approfondimento sono stati quelli inerenti l’antropologia incentrata sulla gratuità, sulla giustizia e sul senso di humanitas perché mi sono sempre posto nella mia visione laica domande «Che cosa è l’uomo?», «Cosa vuol dire essere uomo?», «Quando l’uomo è veramente essere umano?», per trovare il senso profondo della vita, e come suggerisce Paolo Ricca «il coraggio di affacciarci sul mistero  della nostra persona».

Tentare, attraverso il dialogo con Carmine, di rispondere a queste domande è stato un proficuo e profondo confronto che mi ha spinto a scoprire nuovi orizzonti di ricerca per raffinare il mio impegno sociale e politico, professionale e culturale per costruire con una pacifica convivenza con l’altro una migliore società.

Altri significativi contatti con Carmine si sono realizzati seguendolo nella sua pregevole attività di curatela di mini-saggi, con la collana «Al di là del detto» pubblicata dall’editore Pazzini. Questi libri, piccoli e preziosi, sono stati molto utili, per il mio percorso culturale e politico, esistenziale e spirituale come assaggio e come stimolo per leggere e approfondire i grandi testi e temi dell’umanità.

Spero vivamente, dopo questo drammatico periodo di pandemia (crisi-covid), che ci ha costretto a rallentare e a dilatare la nostra duale e comunitaria, buona e feconda, relazione, di continuare a proseguire gli studi e le ricerche, i consigli e il magistero di Carmine, fraterno amico, valida guida per scoprire insieme nella nostra interiorità «la luce dell’Eterno».


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