La questura di Latina sta valutando le prescrizioni per impedire la spettacolarizzazione del funerale del re degli zingari di Latina, Antonio Ciarelli, 77 anni, morto ieri al pronto soccorso a causa di un infarto.
Dunque non vedremo il carro funebre trainato dai cavalli neri. Antonio Ciarelli era nato in Molise,a Campobasso, nel 1945. Era venuto nel capoluogo pontino, insieme ad altri zingari stanziali e qui si istallò, iniziando la sua vita criminale, imponedo la legge del clan. Commerciava in cavalli, poi, man mano, la sua influenza si estese e insieme al clan Di Silvio mise le mani sulla città di Latina con l’illegalià diffusa e la criminalità organizzata, entrando anche nella sfera politica. Fu il questore Niccolò D’Angelo a colpire per primo il clan con arresti mirati e confische dei beni immobili. Era il 2010 ,quando scoppio’ la guerra criminale con l’uccisione di Massimiliano Morio. Poi l’azione fu continuata dagli altri questori, come De Matteis ed ora con Spina, che ha proseguito nella confisca di beni per milioni di euro.
L’ultimo arresto di Antonio Ciarelli avvenne nel 2010,proprio davanti al tribunale di Latina ,quando fu sorpreso ad incassare 10 mila euro da una vittima dell’usura, con un tasso usuraio del 500% . Poi arrivarono le confische fino ad oggi, per un totale di 6 milioni di euro.Ieri la morte al pronto soccorso in un momento in cui il clan ha subito vari colpi da parte della magistratura.
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