LATINA – Giornata Mondiale dei diritti all’infanzia, l’assessore Proietti: «I nostri bambini sono il futuro di Latina».
Sono trascorsi esattamente trent’anni dalla emanazione della Convenzione Internazionale dei Diritti dell’infanzia e ad oggi aderiscono a quella convenzione 194 Stati ad eccezione degli Stati Uniti. L’Italia l’ha ratificata il 27 maggio 1991 con la legge 176 e l’ultimo Paese è stata la Somalia. La Convenzione è uno strumento giuridico e un riferimento a ogni sforzo compiuto in cinquant’anni di difesa dei diritti dei bambini; è composta da 54 articoli. Nonostante i progressi degli ultimi 30 anni, i diritti dei bambini continuano ad essere a rischio in tutto il mondo. Proprio per questo, tutelare i diritti delle categorie più vulnerabili, quali i bambini, è uno dei passi fondamentali per la realizzazione dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. I bambini della nostra città non sono il futuro di latina, ma il suo presente. Loro sono qui e a loro dobbiamo risposte. Inizia così il discorso dell’assessore alla scuola del Comune di Latina Gianmarco Proietti in occasione della consulta cittadina della scuola.

«Una scuola sicura – spiega Proietti – è un diritto inalienabile. E tutti insieme, amministrazione prima di tutto, dobbiamo impegnarci per riconoscere ad ogni bambino tale diritto. Ed oggi i nostri sforzi ancora non bastano. Dopo trent’anni di incuria, non sono bastati, come era prevedibile, tre anni per riformulare una programmazione efficace e siamo ancora indietro. Ma non valgono giustificazioni, seppur oggettive, politiche. Ai bambini occorrono risposte e quelle dobbiamo dare, senza alibi. Qui davanti a voi dunque invito tutta l’amministrazione comunale, in primo luogo la parte politica e poi anche i funzionari del servizio ambiente e del servizio manutenzioni a fare il possibile e qualcosa in più: il loro impegno è la risposta ad un diritto inalienabile.
Una scuola di qualità è un diritto per tutti. Una scuola che rispetti gli stili di apprendimento di ognuno e le fasi della sua crescita, che accompagni, che aiuti nella costruzione dei saperi. Una scuola inclusiva in cui nessuno si senta straniero, nessuno venga visto come straniero, nessuno si senta escluso, è un diritto di tutti.

Il servizio welfare e il servizio per il Diritto allo Studio sono e saranno al vostro fianco, condividendo con le scuole problemi e soluzioni, anzi, cercando con voi le soluzioni migliori.
I bambini più piccoli hanno diritto ad un servizio di istruzione sistemico, che li accompagni da 0 a sei anni, secondo le istanze proprie di ogni singolo passo.
È fondamentale lavorare per implementare al meglio i servizi per l’infanzia, aumentare i posti per gli asili nido da considerare non più un servizio socio assistenziale ma educativo e didattico.
Chiudere per assistenza un asilo nido, seppur momentaneamente, può essere una esigenza per migliorare la qualità degli ambienti e intervenire per la sicurezza dei bimbi, ma deve essere chiaro che chiuderlo a servizio già avviato, seppur a causa di rovesci imprevedibili, è una sconfitta per tutti, perché ancora una volta non siamo riusciti a programmare in tempo quella “casa “ sicura e accogliente per i nostri bambini. E volontariamente chiamo “casa” quel luogo che deve accogliere i bimbi più piccoli.
Recentemente ho scritto una lunga lettera al Ministro Fieramonti argomentando l’esigenza di avviare una discussione per trasformare evidentemente il servizio mensa da “a domanda individuale” a “ servizio educativo” per tutti. Qualcuno descrive tale “proposta” come frutto di un “sogno” e qualcun altro come “demagogica e populista”.

Il “tempo mensa” è un “tempo scuola” a tutti gli effetti e per tutti. Lo sa bene chi deve organizzare la scuola. E sappiamo tutti quanto sia fondamentale una corretta educazione alimentare che avviene non solo davanti ad un cibo sano, ma anche e soprattutto davanti ad educatori e insegnanti che sanno prendersi cura del bambino in ogni suo tempo e luogo formale e informale. Quindi, se la scuola è gratuita per tutti, non si riesce a capire come possa prevedere nel suo tempo un servizio teoricamente facoltativo ma essenzialmente obbligatorio e comunque a pagamento, seppur disciplinato dalle fasce del reddito. So bene che oggi il bilancio dello stato come quello degli enti locali non permette una scelta di tal genere, ma è bene e importante attivare un ragionamento in tal senso, perché il centro di tale discussione è sempre il diritto inalienabile del fanciullo. Oggi abbiamo costruito su mandato chiaro del Consiglio Comunale un regolamento della refezione Scolastica che deve essere un percorso formativo e educativo. Con il contributo di tutti, ognuno nel suo ruolo.

E se il diritto inalienabile “to education” si deve tradurre nel diritto inalienabile “right to quality education” non possiamo esimerci dal cercare anche insieme le strade per costruire percorsi educativi capaci di futuro, aperti all’innovazione didattica, basati semper su una struttura pedagogica che occorre ogni giorno approfondire. Anche per questo sono necessarie non solo le strutture e le infrastrutture, ma anche le opportunità di formazione per gli educatori e gli insegnanti. Le avanguardie educative che INDIRE propone alle scuole, il Piano Nazionale della Scuola Digitale come pure ogni singola innovazione che viene lanciata nei nostri istituti Comprensivi dovrà trovare non solo approfondimento ma anche un luogo di condivisione.
La condivisione è un itinerario. Non è stato già percorso e non siamo già alla meta. Abbiamo creato uno strumento, quello che ci vede oggi qui presenti, un luogo per costruire insieme questo complesso e pensiamo affascinante itinerario educativo che ci dovrà vedere trasformarci da struttura istituzionale ad una comunità educante e in una comunità ognuno ha il suo ruolo, perché una comunità è complessa per definizione, ma nel rispetto dei ruoli, dovremmo insieme sempre ricordarci il centro di tale comunità: ogni bambino e ogni bambina, ogni ragazza e ogni ragazzo che ancora una volta chiameremo per nome, rispettandone la sua singolarità: e sarà proprio con i bambini e le bambine del loro Consiglio Comunale che venerdì prossimo, nella cerimonia del loro insediamento, scopriremo la targa con l’articolo 3 della convenzione: In tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, dei tribunali, delle autorità amministrative o degli organi legislativi, l’interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente.

È intenzione del servizio pubblica istruzione costruire una struttura nuova per l’ente comunale, il centro unico per il Diritto allo Studio. Una sorta di centrale operativa di raccordo tra tutti i servizi per le scuole (dall’assistenza educativa alle manutenzioni, dalla cura del verde ai canali per le iscrizioni, dal servizio mensa allo scuolabus e trasporti disabili, dalle cedole librarie ai concorsi e alle iniziative didattiche esterne), una sorta di COC per la scuola che non gestisca però solo le emergenze, ma dovrà anche dare un metodo e organizzare gli interventi valutandone le priorità, calendarizzandoli e comunicando alle scuole. Per questa ambiziosa proposta occorre il sostegno e la forza di tutti, un lavoro condiviso che nasca proprio dalle istanze della consulta cittadina della scuola».


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