TERRACINA – Sono passati già otto anni dalla tragica scomparsa di Giuseppe Vona, il vigile del fuoco morto a 38 anni in un incidente stradale a Terracina. La sua auto si era ribaltata all’interno della galleria “Monte Giove”, un impatto che gli era stato fatale.
Vona, originario di Ceccano ma residente a Frosinone, stava andando a Gaeta per sostituire un collega e a otto anni di distanza da quella data i Vigili del Fuoco di Latina hanno voluto ricordarlo così:
“Erano le 19.35 circa quando perveniva a questo Comando Provinciale una chiamata che informava la Sala Operativa di un incidente occorso all’interno della galleria Monte Giove nel comune di Terracina e che coinvolgeva un mezzo campagnola defender VF con modulo antincendio.
All’arrivo sul posto, la squadra 3A di Terracina ha purtroppo accertato che l’incidente aveva interessato proprio il collega VFQ Giuseppe Vona, partito da dieci minuti circa dal Distaccamento di Via Mantegna a Terracina alla volta di quello di Gaeta per una sostituzione di un collega.
Purtroppo nulla né i colleghi né il personale del 118 intervenuto hanno potuto per restituire a quel “ragazzone ciociaro” il suo solare sorriso.
Giuseppe, giovane Vigile del Fuoco di Frosinone dal carattere schietto e aperto, sempre pronto e disponibile con tutti, colleghi e non, portato alla battuta ed all’ottimismo, era entrato nel glorioso Corpo dei Vigili del Fuoco già prima come ausiliario, dal settembre ’95 all’agosto ’96, e poi il 20 giugno 2008 come Vigile Permanente in Prova, avverando il proprio sogno. Diventato effettivo viene prima assegnato al Comando Prov. le VVF di Bergamo (18.05.2009) e poi, due anni dopo, al Comando Prov. le VVF di Arezzo (19.04.2011).
Esattamente a quattro anni dall’ingresso nei Vigili del Fuoco, il 20.06.2012, viene trasferito presso il Comando Prov. le VVF di Latina, prima in sede centrale, dopo spesso svolgeva l’attività di addetto di Sala Operativa e da pochi mesi a Terracina, come “uomo di squadra”, quale LUI era.
Nel corso della seppur troppo breve carriera Giuseppe è stato insignito di pubblica benemerenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri rilasciato dal Capo Dipartimento “a testimonianza dell’opera e dell’impegno prestati nello svolgimento di attività connesse ad eventi della Protezione Civile”.
La sua vita è stata irreparabilmente spezzata in una tiepida sera di primavera con la sua desiderata divisa indosso, nel compimento del proprio dovere, come era solito fare“.
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