Il soffio del vento: Accoglienza

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Accoglienza

         L’accoglienza autentica crea un dialogo fecondo di cambiamenti                                          e di arricchimenti per l’ospite come per l’ospitante                                                                                          Enzo Bianchi

Queste parole dell’ex priore di Bose sottolineano l’enorme e significativa importanza che ha assunto oggi il termine accoglienza, utilizzato da molti uomini della politica, della cultura e del giornalismo, e non solo, soprattutto per quanto riguarda il problema dell’immigrazione.

L’accoglienza è l’atto e il modo con cui si accoglie una persona, un oggetto, un’idea e si coniuga con il ricevere favorevolmente o sfavorevolmente l’altro, il diverso da sé. Accogliere significa anche concedere ospitalità, offrire rifugio, accettare volentieri una persona, un amico, un  estraneo.

«Sull’accoglienza dell’altro – ha scritto recentemente  Bruno Forte – si misura la propria dignità e quella della società che siamo chiamati a costruire insieme». Accogliere significa concedere ospitalità a chi ha bisogno di aiuto, offrire rifugio a chi fugge da pericoli, da guerre, da persecuzioni, da avversità e ingiustizie insopportabili.

Tutto ciò presuppone superare atteggiamenti di chiusura, far tacere il proprio io, abbattere il proprio egoismo, guardare amorevolmente negli occhi il nostro interlocutore, andare incontro all’’altro, stendere la mano e perdonare se necessario.

Un insegnamento storico-letterario, riguardante l’accoglienza, può essere tratto dal commovente episodio, narrato da Omero (libro XVII, versi 290/327, dell’Odissea), del vecchio cane, malato e morente, Argo che, scodinzolando con gioia, riconosce e per primo riaccoglie Ulisse, il suo padrone, travestito da mendicante, atteso da anni.

Con questi famosi versi Omero narra l’incontro: Ivi il buon cane, di turpi zecche pien, corcato stava. Com’egli vide il suo signor più presso. E, benché tra quei cenci, il riconobbe, squassò la coda festeggiando, ed ambe le orecchie, che drizzate avea da prima. Cader lasciò; ma incontro al suo signore muover, siccome un dì, gli fu disdetto.                                                                                  

Anche dal mondo animale, l’uomo può far tesoro di una lezione, scoprire che l’altro non è soltanto un essere vivente, ma una persona, e imparare l’abbiccì del comportamento etico verso i suoi simili.

 

 

 

 


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