La Bibbia e il suo oggi

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La Bibbia e il suo oggi                                                                         di Armido Rizzi e Carmine Di Sante

Il testo biblico è la tesoreria dei sentimenti umani alla base dell’Occidente. George Steiner

 Carmine Di Sante, coautore insieme ad Armido Rizzi del libro La Bibbia e il suo oggi (edizioni San Paolo), dopo aver dedicato una poderosa pubblicazione al «maestro e amico» (Dentro la Bibbia. La teologia alternativa di Armido Rizzi, Gabrielli editori) per farne conoscere il pensiero, ha raccolto alcuni brevi scritti di Rizzi, teologo che ha proposto con tenacia e lucidità argomentativa una «teologia alternativa», radicalmente diversa da quella basata sulle categorie filosofiche platoniche e tomistiche.

Armido Rizzi con la teologica alternativa, che vuole essere una teologia altra,  rappresenta, nell’odierno panorama della riflessione teologica contemporanea, un punto di riferimento molto importante per intendere il Dio delle Scritture ebraico-cristiane attraverso gli strumenti dell’ermeneutica teologica. La sua teologia, che ha una rilevanza esistenziale ed epocale, nasce da un instancabile impegno etico che cerca di dare una risposta alla crisi profonda dell’Occidente che coincide con la morte di Dio e con il tramonto della civiltà platonico- cristiana .

La maggior parte degli scritti più importanti di Armido Rizzi, pubblicati su prestigiose riviste accademiche, teologiche e filosofiche, sono nati in un contesto accademico e universitario o in ambito culturale come risposta alle istanze della modernità e post-modernità.

Nei trentotto capitoli del libro, La Bibbia e il suo oggi, presentati con un titolo e sottotitolo, sono riportati i brevi commenti teologici di Rizzi, pubblicati tra il 1998 e il 2013, “sulla rivista Il messaggero – Apostolato della preghiera.

La riflessione teologica rizziana, originale per l’analisi, concetti e linguaggi nuovi, si basa sullo scavo del senso della Parola biblica e sulla sua centralità e sull’ascolto e il confronto critico con la modernità per aprire nuove piste di dialogo e di rispetto.

Seguendo le indicazioni del Concilio Ecumenico Vaticano II, Rizzi, teologo al servizio della comunità e dei fratelli, con la sua intelligenza e il suo “cuore”, propone illuminanti percorsi alternativi rimanendo, con estrema coerenza, fedele alla Parola divina custodita dalle Sacre Scritture. Filo conduttore dei commenti sono due termini, dono e compito, che ricorrono frequentemente nel pensiero e nella teologia della “relazione autentica con il prossimo” dello stesso Rizzi.

Molteplici e vari sono i temi eucologici, inerenti la preghiera d’invocazione e di richiesta, affrontati con un linguaggio semplice e nuovo, chiaro e rispondente alla realtà dell’uomo di oggi, della nostra contrada storica.

Gli argomenti molto attraenti, per il carattere più marcatamente  politico-culturale, riguardano la cultura dei diritti dell’uomo, intesa come rivoluzione nei rapporti interumani soprattutto in riferimento alle donne e bambini, agli immigrati e disoccupati, ai malati e disabili, agli ultimi secondo il messaggio evangelico.

Questa cultura è strettamente collegata alla costruzione di una società più giusta e più equa e alla responsabilità dei governanti che hanno il compito di prendere, con discernimento etico, decisioni più giuste per il bene comune dei cittadini.

L’attualità dei commenti rizziani è evidente soprattutto nel capitolo delle Scoperte scientifiche, utili e necessarie per migliorare la qualità della vita umana, per sconfiggere  i mali che hanno sempre assediato gli uomini e per rispondere ai bisogni degli ultimi.

Molti illuminanti commenti riguardano la Chiesa che, come comunità messianica, ha il compito di essere accanto ai poveri, ai malati, agli infermi, agli emarginati, di esprimere una vera ed efficace solidarietà verso le persone che soffrono e verso i bisognosi, e di impegnarsi, oltre che per l’unità dei cristiani anche per il dialogo ecumenico tra le religioni.

Per Rizzi, dotato di sensibilità religiosa e acume teologico, è importante costruire la civiltà dell’amore amando il prossimo con opere concrete (dare da mangiare agli affamati, vestire gli ignudi ecc.) e testimoniando con le parole partecipazione viva, sollecitudine e premura verso i bisogni dell’altro, nella sua richiesta di aiuto e di consolazione. Pertanto è necessario, per ognuno, membro recettivo e attivo di fraternità solidale, impegnarsi a superare le divisioni, andare incontro all’altro con benevolenza e riconciliarsi con Dio e i fratelli. Altro tema delicato è l’accoglienza dell’altro, dello straniero, dell’immigrato che vanno accolto, secondo l’esempio del samaritano, con amore gratuito, disinteresse e senza contraccambio.

Ricorrente è la riflessione teologica rizziana del rapporto di collaborazione, di armonia e di solidarietà tra l’uomo e la «madre terra», donata da Dio per la sopravvivenza degli uomini, fratelli membri della stessa comunità.         

Molte riflessioni sulla religiosità contemporanea (I giovani e la fede, Il dialogo tra le religioni, Il rispetto dell’altro, La famiglia e l’educazione alla fede, Le sofferenze, La violenza, Il Cristianesimo e missione, La fragilità umana, La vita eterna,  La missione e inculturazione…), accompagnate da precisi riferimenti storici e culturali, pur scaturite da eventi particolari e da episodi di vita, hanno una forza e una valenza che vanno oltre il contesto temporale in cui sono nate, come quelle inerenti la cultura della pace (come apertura all’altro), oggetto di studio e di approfondimento delle scienze umane e dell’antropologia biblica.

Le parole sagge e misurate del libro, La Bibbia e il suo oggi, scelte nei commenti da Rizzi per le riflessioni sui vari e complessi temi affrontati con leggerezza espositiva e con profondità filosofica e teologica, possono essere rinfrescanti e rassicuranti per il lettore.

Le considerazioni teologiche di Rizzi, caratterizzate da rigore e ampio sguardo prospettico, rendono possibile la comprensione della molteplicità dei significati e delle interpretazioni infinite della Bibbia stessa rispetto alla complessità inquietante e nello stesso tempo affascinante della vita culturale, sociale e spirituale della nostra contemporaneità che richiama l’intera umanità all’impegno e alla responsabilità.

Una chiave interpretativa dell’originale pensiero teologico di Armido Rizzi viene fornita nella Postfazione di Carmine Di Sante, secondo il quale l’edificio della teologia rizziana si regge sull’alleanza biblica tra Dio e l’uomo, sul patto stipulato sul Sinai tra Dio e Israele, nella loro reciproca appartenenza: «Tu sarai il mio popolo, io sarò il tuo Dio».

La proposta teologica innovativa e alternativa di Rizzi, secondo Di Sante, richiede punti di riferimento sia di ordine concettuale che soprattutto biblico-teologico. L’intero impianto della teologia rizziana si basa sulla rottura reale con la teologia occidentale del passato e con il tomismo (assunto come esemplare della tradizione filosofico-teologica cattolica), e sul processo di de-ellenizzazione della Bibbia.

Per il teologo Rizzi è necessario liberarsi dal logos (ragione) greco fondativo della fede per sostituirlo con la ragione ermeneutica che si pone in ascolto dell’Altrove, e dare priorità all’esperienza etica custodita dal messaggio biblico, perché la ragione ermeneutica favorisce il dialogo, l’ascolto e l’arricchimento reciproco tra le pluralità interpretative.

Il coautore del libro, Carmine Di Sante, nell’aiutare il lettore a comprendere l’impalcatura innovativa e coraggiosa del pensiero teologico di Rizzi, che costituisce una rivoluzione mentale e spirituale rispetto alla tradizione millenaria e un capovolgimento di pensiero mentale ed ermeneutico, ripercorre in sintesi le categorie interpretative (dell’alleanza biblica, della bene-volenza divina, dell’agape, dell’amore gratuito, della libertà come libertà obbediente e amante…), e le argomentazioni esposte nei suoi libri, Lo straniero nella Bibbia, Ospitalità e dono, Dio e i suoi volti. Per una nuova teologia biblica e soprattutto nel saggio Dentro la Bibbia. La teologia alternativa di Armido Rizzi.

Per Carmine Di Sante la teologia di Rizzi, che sottopone il testo biblico alla de-ellenizzazione e prende le distanze da Tommaso d’Aquino, è la risposta più appropriata all’attuale crisi del cristianesimo e alla necessità del rinnovamento della Chiesa e della società.

Nella Bibbia e il suo oggi  Rizzi propone una nuova teologia (non più dogmatica, ma kerygmatica, più aderente al messaggio evangelico) che si basa sull’accoglienza dell’altro e del diverso, sul discernimento e sui processi di liberazione e di pace, di fratellanza e di giustizia, secondo l’annuncio del Vangelo della misericordia.

Pertanto sono illuminanti le parole conclusive di Carmine Di Sante che afferma: «Chi ha letto un solo rigo della teologia rizziana e quanti si confronteranno con questo o altri suoi testi non tarderanno a scoprire che sono proprio questi i temi che, come note musicali, risuonano continuamente in ogni sua pagina».


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