Le Forze per Battere il Patriarcato

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Già dal titolo appare evidente che voglio calarmi nello sforzo urgente di reperire tutte le forze disponibili per un riscatto da un degrado che umilia la nostra convivenza. Quali sono le agenzie educative più rilevanti? Per tutti la famiglia e la scuola. Mai si era verificato un femminicidio di tale efferatezza come quello ultimo di Giulia e mai era risuonato un “Mai più!” così corale unanime tranne qualche critica pregiudiziale, a prescindere dalle modalità appropriate , dell’introduzione dell’insegnamento dell’educazione sessuale sin dalla più tenera età. Fondamentale che la scuola si faccia carico dei vuoti formativi nelle famiglie, di quell’ostinata proterva difesa dei figli che arriva delegittimare gli insegnanti e perfino ad attentare alla loro vita. Si può dire che in ogni espressione associativa è emerso l’impegno a promuovere adeguate iniziative che arrivino a permeare di nuova consapevolezza ogni strato sociale contro la pericolosità dell’indifferenza o peggio del giustificazionismo tipo di “essersela cercata. “Il mio intento è di chiamare in causa la prima agenzia educativa di livello mondiale che è la Chiesa cattolica che ancora nell’ultimo Sinodo, come riferisce Enzo Bianchi su Repubblica, ha deciso di non decidere in favore del Sacerdozio femminile, estendendo le difficoltà sussistenti nella Chiesa anche alla missione ecumenica in corso con le Chiese orientali, .contrarie anche solo a parlarne. Questa resistenza ostinata risale a quando fu affrontata la piaga della pedofilia ed emerse evidente l’omertosa tolleranza con l’autogiustificazione ” La messe ò tanta, gli operai sono pochi!” C’è una tradizione alle spalle, tipo quella di San Paolo e dello stesso San Tommaso che accreditano l’inferiorità femminile come verità di fede desunta dalla Bibbia ed è stato giocoforza un nuovo scandaglio dei contenuti biblici liberandoli dalla dipendenza dal potere temporale consolidato nei secoli. Il giudizio certo è che nella Bibbia è essenziale la consustanzialità e la complementarietà tra i due generi, tra Adamo ed Eva e nulla conferma il racconto biblico che Eva sia venuta dopo dalla costola di Adamo. Il racconto biblico viene fatto risalire ad una casta sacerdotale che ha voluto legittimare la sua supremazia in Adamo col nobile intento di volere ribadire l’unità profonda di tutti gli esseri umani con un unico antenato.

Un’interpretazione che ebbe numerosi cultori nell’antichità sostiene che Il racconto biblico non presenterebbe la creazione della donna in un momento successivo a quella dell’uomo, ma la creazione simultanea di entrambi i sessi a partire da un indifferenziato “terrestre” (Adam). Nella Bibbia, infatti, il nome “ish” (uomo maschio) compare solo dopo l’incontro di entrambi. Naturalmente e razionalmente è inconcepibile che il Creatore nel dare avvio al genere umano non abbia sottolineato le due metà che lo compongono. Comunque il racconto biblico non può più essere considerato un ostacolo insormontabile ed il salto di qualità verso il sacerdozio femminile è rinviato al momento più maturo per una scelta condivisa. La battaglia decisiva sarà quella nel nome di Maria (presente e venerata anche in altre religioni) e delle pie donne la cui tenerezza verso Gesù fu riconosciuta e ricambiata con l’aver saputo per prime la Sua resurrezione.

Rodolfo Carelli


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