Il 9 Maggio del 1950 iniziò il cammino dell’Europa Unita. A Ventotene seminario sul Federalismo Europeo

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Maggio 1950, con la Dichiarazione Schuman prende forma il progetto dell’Europa unita a partire da un passaggio molto concreto: la messa in comune della produzione di acciaio e carbone tra le eterne nemiche Francia e Germania. L’anno dopo Francia, Germania Ovest, Italia, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi si uniscono nella Ceca, la Comunità economica del carbone e dell’acciaio. Oggi il 9 maggio è la Giornata dell’Europa.
Nello stesso giorno la Russia celebra invece la vittoria sovietica sulla Germania nazista. Una ricorrenza che per il presidente Vladimir Putin è diventata materia incandescente per rievocazioni storiche e proiezioni di potenza.

Era il 1941 quando Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, nel periodo in cui erano stati confinati sull’isola di Ventotene per essersi opposti al regime fascista, idearono un progetto di unità europea. Frutto di riflessioni sviluppatesi nel corso della cosiddetta “guerra dei 30 anni” che dal 1914 al 1945 ha sconvolto l’Europa, il Manifesto rappresenta un mutamento di paradigma essenziale nel progetto di un continente europeo unificato.

Per un’Europa libera e unita“, il titolo originale, oggi conosciuto come “Il Manifesto di Ventotene”, ovvero come uno dei testi fondanti dell’Unione europea, è un documento che nasce con l’idea europeista di una rivoluzione democratica d’Europa, di creare una federazione europea ispirata ai principi di pace e libertà, con base democratica dotata di parlamento e governo e alla quale affidare ampi poteri, dal campo economico alla politica estera.

Il Manifesto fu poi pubblicato da Eugenio Colorni che ne curò la redazione e ne scrisse la prefazione. Il Manifesto venne diffuso in seguito, grazie all’aiuto di alcune donne che lo portarono sul continente dall’isola di Ventotene e lo fecero conoscere agli ambienti dell’opposizione di Roma e Milano.

 


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