Annalisa Muzio e le soluzioni per l’Ufficio del giudice di pace

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Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati ha evidenziato “l’ormai insostenibile situazione di crisi in cui versa la Cancelleria Civile dell’Ufficio del Giudice di Pace, non più in grado di assolvere ai più elementari incombenti burocratici”.
Come consigliere comunale e come avvocato non posso restare insensibile di fronte a un allarme lanciato più e più volte, tant’è che oggi assistiamo a questo psicodramma contemporaneo che si consuma
In queste frenetiche ore in cui si cerca una soluzione che non sia solo tampone ma che abbia una certa durata, ho avuto un confronto serrato e proficuo col presidente dell’Ordine degli avvocati Giacomo Mignano: il personale per agevolare la funzione del giudice di pace può essere attinto da chi usufruisce del Reddito di cittadinanza e possono essere coinvolti i giovani tra i 18 e i 28 anni che fanno domanda del servizio civile universale, col Comune di Latina impegnato in prima linea a risolvere una situazione ormai esplosiva attraverso un metodo intelligente e di responsabilità sociale.
In questo modo l’Ufficio del giudice di pace avrebbe un numero di personale adeguato per svolgere alcune situazioni burocratiche e amministrative, affinché la giustizia abbia un percorso certo e veloce.
Va invertita la tendenza di questa vergognosa situazione che vive la giustizia a Latina, sia attraverso il collocamento di personale nel predetto Ufficio, sia con un’azione congiunta tra Ente comunale e Ordine per intercettare i fondi del Pnrr destinati a implementare il sistema telematico.
Dopo aver raccolto l’appello accorato del presidente dell’Ordine degli avvocati ci sarà a breve anche un incontro col sindaco Coletta per trovare nell’immediato una soluzione a una criticità che si sta trasformando sempre più cronicizzata e una città come Latina, che possiede un Foro enorme, non può permettersi di arretrare in un emblema della civiltà come è quello della giustizia.


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