VIVA VIVA VIVA LA LIBERTA’/LA LIBERTA’/LA LIBERTA’

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Così Mozart in “Don Giovanni” (Il dissoluto punito) uomo assolutamente libero soprattutto dai pregiudizi. E’ un passaggio musicalmente incisivo e significativo nell’opera, un inno a squarciagola alla libertà estesamente intesa, soprattutto, di pensiero ovviamente anche di azione. La ricorrenza della data quest’anno è addirittura toccante a fronte di certe corbellerie o “bestemmie” che ci è toccato sentire comunque anche per l’aria che tira visto che s’ode a destra un boato di “rigurgiti” a sinistra, purtroppo un sibilo non distintamente percepibile, qualcuno che bofonchia altri che “russa” altri ancora che “tanto pe cantà se voi cantà” insomma chi più chi meno questa nobile e storica data per certi versi la butta in caciara tra fascismo sì-no-nì antifascismo chi sfascismo pure! Per fortuna la incontestabile, evidente realtà e verità come sempre la sovrintende la STORIA, quel gramsciano <Passato e Presente> che è il filo rosso di essa: <Al concetto di libertà si dovrebbe accompagnare quello di responsabilità che genera la disciplina e non immediatamente la disciplina, che in questo caso si intende imposta dal di fuori, come limitazione coatta della libertà Responsabilità come arbitrio individuale: è sola libertà quella “responsabile”, cioè “universale”, in quanto si pone come aspetto individuale di una “libertà” collettiva o di gruppo, come espressione individuale di una legge> (Antonio Gramsci, Passato e Presente). A proposito di Gramsci non si dimentichi che il fascismo lo ha recluso per vent’anni in carcere tentando in tutti i modi di impedirgli di pensare fortuna ha voluto che ha potuto scrivere, la sua tomba può visitarsi al cimitero acattolico a Roma zona Piramide-Testaccio detto “degli inglesi” poeticamente ricordata da Pasolini (Le ceneri di Gramsci), un semplicissimo cippo o stele su cui nome cognome data nascita e morte, un monito di libertà di pensiero e azione che solo a sfiorarlo comunica un brivido caldo e appassionato, quella “passione e ideologia” che non ha impedito al fascismo di imbavagliare una delle menti e voci più fervide vissute e morte gridando VIVA VIVA VIVA LA LIBERTA’ magari indipendentemente da Mozart che comunque Gramsci conosceva senz’altro. “Passato e presente”, appunto, la questione non è archiviare il fascismo o l’antifascismo bensì volere e sapere fare i conti col passato alla luce del presente, considerare quanto sia costato uscire dalla oppressione o schiavitù per conquistare la LIBERTA’, essere determinati: “La mia praticità consiste in questo: nel sapere che a battere la testa contro il muro è la testa a rompersi e non il muro. Molto elementare, come vedi, eppure molto difficile a capire per chi non ha mai dovuto pensare di poter sbattere la testa contro il muro, ma ha sentito dire che basta dire: apriti Sesamo! perché il muro si apra”. (Lettera a Tatiana,19 maggio 1930).
“Fino a qualche tempo fa io ero, per così dire, pessimista con l’intelligenza e ottimista con la volontà.[…] Oggi non penso più così. Ciò non vuol dire che abbia deciso di arrendermi, per così dire. Ma significa che non vedo più nessuna uscita concreta e non posso più contare su nessuna riserva di forze da esplicare.[…] Non so più se oltre le parole generiche, ci sia la possibilità di fatti concreti” (Lettera a Tania, 29 maggio 1933).Specialmente oggi la voce di Gramsci risuona davvero come una voce nella tempesta comunque energetica e funzionale alla LIBERAZIONE per non essere stata soffocata dalla repressione dall’isolamento in carcere, una voce che nel passato come nel presente LIBERTA’ va invocando senza se e senza ma, che implica inequivocabilmente il senso e il giusto peso di “antifascismo” un termine che di certo non deve e non può essere archiviato checché ne dicano quei malaccorti fautori di una ingiusta causa quale l’abolizione o interdizione di detto termine di per sé cassa di risonanza della libertà, dunque, VIVA VIVA VIVA LA LIBERTA’ con essa la celebrazione della LIBERAZIONE 25 Aprile


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