LATINA- Una fiaba che divenne realtà. Protagonista Amabile Altobello, di Borgo Carso, prima iscritta nel registro dell’anagrafe di Littoria, il 6 febbraio del 1933.

A 88 anni il suo cuore ha smesso di battere, ma il suo nome, oltre che alla città di Latina rimarrà per sempre legato ad un fatto che, negli anni sessanta, fece sognare l’intera nazione.

A ricordarlo, in una intervista concessa, qualche anno fa, al quotidiano on line ” Il caffè” è la figlia di Amabile Altobello, Marisa Soldà. Una storia che inizia a Roma, dove, le sorelle Fontana, ovvero le regine della sartoria italiana nel dopoguerra, confezionarono un abito da sposa per una delle più belle attrici dell’epoca, Audrey Hepburn.

Siamo nel 1952 e la Hepburn deve sposarsi con un industriale inglese, ma, a pochi giorni dal grande evento, che si doveva svolgere proprio nella capitale, l’attrice annullò le nozze. Nel restituire l’abito la Hepburn espresse il desiderio che quel vestito bianco venisse regalato ad una ragazza bisognosa e le sorelle Fontana lo custodirono gelosamente, per diversi anni, a Roma.

Nel 1960,il grande Mario Riva conduceva una trasmissione ‘Soli contro tutti’, in cui le città si sfidavano in alcuni giochi radiofonici.

Una delle puntate venne vinta proprio da Latina e l’allora vicesindaco, D’Erme, come premio, chiese una ‘serenata per la prima nata della città.

Dai registri risultava che la prima nata fosse proprio Amabile Altobello (in realtà era la terza, ma venne iscritta per prima nel libro delle nascite poiché il suo nome e cognome cominciavano per la A). La signora venne convocata prima in Comune e poi agli studi della Rai ,in via Asiago, dove parlò con gli autori del programma e col presentatore, Mario Riva. Amabile, 27enne, non era ancora sposata. Alla domanda sul perché, Amabile raccontò di essere povera e che la sua famiglia non poteva sostenere le spese. Il fidanzato lo aveva, ma non aveva i mezzi per potersi permettere un abito da sposa  e di arredare casa.

Mario  Riva  allora decise  di organizzare per lei un matrimonio degno di una principessa, come premio per il concorso.

La famiglia di Borgo Carso diventò il crocevia del  mondo mediatico e le grandi aziende italiane fecero a gara per regalare suppellettili ad Amabile. (l’Eni, per esempio, regalò la cucina, mentre il grande sarto Valentini confezionò un vestito appositamente per lo sposo; la Rai, infine, organizzò un viaggio di nozze a Parigi).

“Le sorelle Fontana si ricordarono di quell’abito così candido, rimasto chiuso, per tanti anni, in un armadio – racconta la figlia, Marisa Soldà  e decisero di riadattarlo e donarlo a mia madre. Ma nessuno sapeva che quello era l’abito delle nozze mancate di Audrey Hepburn”.

Una favola che divenne realtà e che sicuramente la signora Amabile ha conservato nella sua mente e nel suo cuore, fino alla fine. Latina, come dimostreranno gli anni a seguire, ha avuto sempre storie che si sono intrecciate con l’Italia intera, con l’Europa e con il mondo. Un vero crocevia. Tante cronache, infatti, hanno avuto eco internazionale e Latina, anche in questo episodio, balzò agli onori della cronaca mondiale, perché l’attrice Audrey Hepburn divenne famosa, non solo per lo splendido film “Vacanze Romane”, ma anche per tante altre pellicole e il suo abito da sposa fu indossato proprio qui, in questa città, che tante volte noi disprezziamo ingiustamente, ma che rappresenta, pur sempre, un valore e che tanti cittadini ora cominciano ad amarla, ora che ha compiuto 88 anni e si pensa già al suo centenario.


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