Basket amarcord, le strategie per mandare in campo una squadra con più di cinque componenti iscritti a referto

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Le categorie giovanili nella palla a spicchi prevedono anni d’appartenenza ben precisi. I giocatori tesserati nei primi anni Sessanta erano pochi, talvolta arrivavano a Latina giocatori di categoria Allievi – 15 anni – alla guida di un’autovettura con tanto di patente di guida in quanto erano molto più grandi rispetto alla categoria di appartenenza. Noi facevamo finta di non notarlo, era sempre così. Eravamo talmente superiori nel gioco tanto da vincere la partita senza alcun problema. Anche noi del capoluogo pontino non eravamo dei “santarelli”. La Cestistica Latina, nel campionato juniores femminile, aveva poche giocatrici a disposizione, solo 6. Per poter disputare il campionato Paola Masciarelli – nata nel 1954 – fu tesserata come Paola Bellardini del 1955. Eravamo sicuramente bravi a scambiare nei confront dei direttori di gara i gemelli Nazianzeno, molto noti in città. Quando uno dei due commetteva il quarto fallo il refertista lo registrava al fratello, con tanto di paletta alzata visibilmente verso il pubblico. Nessuno se ne accorgeva, erano perfettamente uguali. Quando si giocavano le finali nazionali giovanili a Roma oppure ad Aprilia, qualche “impiccio” era all’ordine del giorno per riuscire ad arrivare almeno ad otto giocatori iscritti al referto, ufficialmente della stessa età. La mattina presto, prima della partenza, era lo storico barbiere Walter Bulgarelli – sotto i portici della centralissima piazza della Libertà – a risolvere inconsapevolmente i problemi. Uno o due giocatori fuori età venivano rasati perfettamente due volte, poi l’allenatore pontino insisteva: “Ora aggiungi un po’ di borotalco, devono sembrare più giovani”. Altro esempio fu quello di Mimmo Manfredini, diventato improvvisamente Enzo Curti, sempre per mancanza di atleti idonei. Nel campionato regionale Allievi figurava sempre tra i migliori realizzatori, i giornali di Roma riportavano le sue prestazioni balistiche e gli addetti ai lavori non volevano farselo sfuggire, erano interessati all’acquisto del suo cartellino ma per i dirigenti pontini era incedibile. Anche a Scauri la guardia tiratrice Lorenzo Perrucci – nato nel 1956 – fu tesserato come venuto alla luce nel 1957 dal club tirrenico che subì gravi conseguenze sul piano giuridico. Altro “trucco” avveniva talvolta al tavolo segnapunti: se l’addetto al controllo, seduto accanto ai refertisti, appartenente alla squadra avversaria era un po’ distratto capitava raramente che la “sveglia” che regolava il tempo di gioco venisse spostata avanti o indietro, a seconda delle circostanze nel punteggio. La stessa cosa avveniva a Roma ma noi non ci facevamo ingannare, eravamo scaltri e sempre pronti a evitare imbrogli.


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