La vertenza della Karibù : Accordo per una lavoratrice, saranno pagati gli arretrati, per altri due fissato un nuovo incontro

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Si è svolto nella sede dell’Ispettorato nazionale del Lavoro di Latina un importante incontro per risolvere le posizioni di alcuni lavoratori impiegati nelle cooperative Karibu e Aid finite al centro di un’inchiesta della procura. Presente all’incontro in programma con i rappresentanti della Uiltucs Uil anche Marie Therese Mukamitsindo, presidente del Cda della Karibu che al momento risulta essere l’unica indagata.

Ordine del giorno di oggi la “discussione lavoratori non contrattualizzati”. Al centro dell’incontro, che si è svolto alla presenza anche del sindacalista Gianfranco Cartisano, in particolare il caso di due lavoratori delle coop risultati senza contratto e ai quali, come indicato in una segnalazione della Uiltucs, si chiedeva “di ricercare fatture esterne per poter recuperare lo stipendio, irregolarità già confermate dai rappresentanti Karibu e Aid innanzi all’Ispettorato”.

Per questi due lavoratori, impiegati nel Consorzio Aid e per i quali è stato confermato il lavoro in nero, le parti, si legge nel verbale, non sono state “in grado di raggiungere alcun accordo” e tutto è stato rinviato ad un prossimo incontro ancora da fissare. Diversa invece la situazione per una lavoratrice che aspettava 22 mensilità arretrate; i ritardi sono relativi a stipendi e tredicesima non versati tra il gennaio 2021 e l’ottobre del 2022, ma anche alla tredicesima del 2020 e al tfr relativo al periodo compreso tra l’1 gennaio 2016 e il 31 ottobre scorso. Come si legge nel verbale di conciliazione, Mukamitsindo ha riconosciuto “quanto rivendicato dalla lavoratrice” ed è stato raggiunto l’accordo che prevede un pagamento a rate per circa 25mila euro, a partire già dal mese di dicembre.

Al termine della riunione Marie Therese Mukamitsindo, suocera del deputato Aboubakar Soumahoro travolto anche lui dagli effetti della vicenda – anche se lo ricordiamo lui non è indagato -, è stata intercettata dai giornalisti a cui non ha voluto rilasciare dichiarazioni. “Decido io quando rompere il silenzio”, sono state le poche parole pronunciate prima di lasciare la sede dell’Ispettorato nazionale del Lavoro.


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