Rissa in Consiglio per Stefano Bandecchi, il livornese sindaco di Terni rischia grosso

"Non mi dimetto vadano a fare..."

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TERNI – “Ti faccio saltare i denti” urla il livornese nato a Shangay e neo sindaco di Terni alla guida di Alternativa Popolare e di due liste civiche, rivolgendosi al consigliere di Fratelli D’Italia Orlando Messelli, già suo avversario come candidato sindaco ed ex assessore al bilancio. La causa del litigio e della frase minacciosa è la gestione delle assunzioni della Polizia Municipale locale. Dopo la minaccia interviene il capogruppo di FdI Marco Orlando che invita il sindaco a calmarsi, ma sarà peggio perché Bandecchi perde del tutto la calma, esce dal suo scranno e aggredisce fisicamente Orlando, perché a sua detta non lo farebbe parlare e anzi lo starebbe insultando. Ad evitare che la rissa degeneri saranno proprio gli addetti della Polizia Municipale. Il video che riprende la brutta scena avvenuta nella mattina di ieri durante una seduta del consiglio comunale di Terni, diventerà virale su tutti i social e verrà riportato sui media nazionali, cosicché in breve la notizia fa il giro del paese. Ovviamente arrivano anche le reazioni indignate delle opposizioni politiche del consiglio comunale ternano. Il gruppo di Fratelli d’Italia va direttamente dal prefetto per denunciare la minaccia e l’aggressione e attende le decisioni degli inquirenti che potrebbero anche operare d’ufficio. Gli altri avversari di Bandecchi, il Partito Democratico, vanno addirittura dal Ministro degli Interni Matteo Piantedosi per chiedere le dimissioni da sindaco per condotta antidemocratica. Il caso diventa così una bolla e la ragione è semplice: Stefano Bandecchi è un personaggio influente e anche il suo carattere irascibile lo è, e in più nulla si toglie,
anzi si aggiunge in questa maniera, dato il personaggio in questione, alla gravità dei fatti. Bandecchi nasce nel 1961 a Livorno ma già a 19 anni si sposta a Roma. Per lui in gioventù c’è il servizio militare come parà della Folgore con una missione in Libano. In seguito l’impegno politico per diversi anni con il Movimento Sociale Italiano e nel 2006 il successo come imprenditore, nella fattispecie come fondatore dell’Università Telematica Unicusano e in seguito come editore di giornali, radio e televisioni locali. Negli anni non abbandonerà mai l’impegno politico e sarà uno dei maggiori sponsor economici della campagne elettorali di Forza Italia e di altri esponenti della destra. Con Silvio Berlusconi fonderà anche una università in una villa di sua proprietà a Lesmo vicino Monza, per master e corsi di formazione politica. Alla morte del Cavaliere lo definirà come “un maestro”, “una guida” e “un personaggio che ha segnato la storia della Repubblica “. Nel 2022 Bandecchi aderisce ad Alternativa Popolare di cui sarà subito nominato coordinatore nazionale. Si tratta del nuovo partito fondato da Angelino Alfano che per l’occasione si autodefinirà come “un democristiano con la spada”. Nelle ultime recenti elezioni, insieme ad Azione e Italia Viva, Bandecchi tenterà la scalata alla Camera dei Deputati ma sarà Carlo Calenda a stopparlo per una foto che lo ritrae con una maglia dei parà con una scritta definita fascista: “Belli come la vita, neri come la morte”. E si arriva alla carica di primo cittadino della città di Terni il 31 maggio di quest’anno grazie ad Alternativa Popolare e due liste civiche, “Con Bandecchi per Terni” e “Noi con Terni” con all’interno alcuni candidati di Italexit, il movimento fondato da Gianluigi Paragone. Bandecchi sarà eletto al secondo turno, a sorpresa, recuperando diversi punti proprio su quell’Orlando Messelli di Fratelli d’Italia a cui nel consiglio comunale di ieri ha urlato durante la seduta di voler spaccare i denti. Sullo sfondo la città di Terni in profonda crisi economica, industriale e occupazionale, che con la destra e la sinistra che si lasciano sfuggire la vittoria, si affida al noto imprenditore “dai mille volti”. Tra le tante attività di Stefano Bandecchi c’è anche la carriera di dirigente sportivo, forse quella che a Livorno conoscono meglio. Infatti nel 2014 arriva il tentativo di rilevare il Livorno Calcio del presidente Aldo Spinelli ma saranno i tifosi che manderanno a monte l’operazione: “Stai attento Bandecchi perché a Livorno il vento fischia ancora…” si legge sugli striscioni degli ultrà della Curva Nord. Per Bandecchi come patron di squadre di calcio ci sono sei anni, dal 2017 al 2023, alla guida della Ternana Calcio, ribattezzata Ternana Unicusano, miltando tra la serie B e la serie C e una serie A promessa ma che mai arriverà. Vicende anche queste note ai livornesi
per il ruolo di allenatore della Ternana del bomber ed ex capitano del Livorno Calcio Cristiano Lucarelli. Un rapporto del nostro non facile con il presidente Bandecchi, terminato con l’esonero e le dichiarazioni al veleno sui giornali ai danni dell’ex bomber: “Dovrebbe vergognarsi”. La Ternana verrà ceduta a fine stagione 2023 e per Bandecchi ci sarà la presidenza della squadra di calcio femminile di Terni per consolarsi, sempre di proprietà dell’Università Unicusano. Per Bandecchi il 2023 sarà ricordato sicuramente come un anno movimentato, quest’anno infatti arrivano anche i guai con la giustizia, con un’inchiesta a gennaio della Guardia di Finanza per evasione per quanto riguarda l’Università Unicusano e un’altra inchiesta il 31 maggio della Federazione Italiana Giuoco Calcio per le dichiarazioni lesive nei confronti della Juventus e del presidente della Figc Gabriele Gravina. Con l’ultimo pesante episodio del consiglio comunale di Terni sembrerebbe non mancare nulla al 2023 di Bandecchi ma non è tutto perché si badi bene che in appena tre mesi nelle vesti di primo cittadino il neo sindaco insieme a quella di ieri conta altre due grane a causa del suo comportamento. Si tratta di un’aggressione ai danni di un giornalista ed ex addetto stampa del Comune di Terni e di alcune dichiarazioni in merito a un cittadino che si lavava le scarpe in una fontana del centro: “Ora come minimo gli sequestriamo le scarpe e gli diamo fuoco. Poi magari anche due schiaffi in faccia”. Dopo la rissa sfiorata in consiglio comunale quindi è normale che sia esplosa la reazione delle parti politiche contrapposte e l’attenzione dei media sulla questione e sul personaggio Bandecchi. Ieri il Fatto Quotidiano ad esempio titolava: “Stefano Bandecchi e quella passione per l’insulto e le botte: tre mesi di minacce e corpo a corpo del sindaco da saloon nel Far West”. Nei prossimi giorni si capirà se ci saranno dei provvedimenti in merito alla carica di sindaco ma nel frattempo Bandecchi non sta certo a bocca chiusa. Queste le sue dichiarazioni al Corriere della Sera: “Non mi dimetto vadano a fare…” e su Il Riformista: “Non sono il cattivo ho solo avvisato i consiglieri che se non mi fanno parlare gli fracasso la testa”. Infine nella giornata di oggi è spuntato anche un video con il sindaco di Terni in macchina in primo piano che borbotta frasi volutamente senza senso facendo finta di aver preso un pugno, video diffuso dal quotidiano Open di Enrico Mentana.


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