LATINA – “Già sette anni fa, nell’ottobre del 2016, dopo alcuni sopralluoghi effettuati sul territorio, ebbi modo di segnalare alle Istituzioni lo stato di degrado e inquinamento in cui versavano i corsi d’acqua che confluiscono sulle nostre coste”.

A dichiararlo, in una nota, l’ex sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo.

“In quell’occasione evidenziai come mancasse infatti un sistema di depurazione a monte che potesse garantire la qualità delle acque in transito nel canale che vengono poi scaricate in mare, al pari di un sistema che facesse da raccordo a tutta la depurazione delle acque che scaricano sulla costa lungo tutto territorio comunale, dal fiume Astura al Canale delle Acque Alte, già Canale Mussolini, fino al Canale delle Acque Medie a Rio Martino.

Proposi quindi all’allora Presidente della Provincia e al sindaco di Latina di attivarsi per valutare insieme agli altri soggetti interessati, Acqualatina e Consorzio di Bonifica, alcuni interventi. Un appello che rimase lettera morta ma che oggi, purtroppo, torna di strettissima attualità, visti anche i fenomeni di torbidità e di inquinamento che si sono verificati negli ultimi giorni lungo le nostre coste, a causa dei detriti riversati in mare dai corsi d’acqua dopo le ultime abbondanti piogge e temporali. Un dato avvalorato da- gli ultimi rilevamenti di Goletta Verde, i quali oggi certificano alcuni punti di grande criticità lungo le coste di Ato4. Su 11 campioni analizzati, prelevati tra il 28 giugno e il 1° luglio, 8 in foci di fiumi e 3 a mare, 1 è risultato inquinato – la foce del Rio Santacroce a Formia (LT) – e ben 4 fortemente inquinati – la foce Verde (ponte Mascarello), la foce del Rio Martino a Latina, la foce del canale a Terracina e la foce del fosso via Gibraleon, incrocio viale Europa, a San Felice Circeo.

Ecco perché rivolgo dunque un nuovo appello, questa volta al Sindaco Celentano, di cui conosco e apprezzo la sensibilità sui temi ambientali che riguardano il nostro territorio, affinché si faccia promotrice di un Tavolo Tecnico-Istituzionale, al quale partecipino non solo la Provincia di Latina, l’A.T.O., la Soc. Acqualatina e il comune capoluogo, ma anche tutti gli altri comuni interessati e il Consorzio di Bonifica Lazio Sud Ovest.

Oggi, infatti, grazie alle fonti di finanziamento pubblico come il fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc), si apre una grande opportunità per il nostro territorio: quella di presentare – in sinergia tra i vari enti coinvolti – un progetto al Ministero delle Infrastrutture per affrontare e risolvere questo problema, anche attraverso la realizzazione di briglie di contenimento e vasche di sedimentazione finalizzate ad impedire l’arrivo di materiali solidi in mare e opere di collettamento dei refluì nelle aree ad oggi non servite dal sistema fognario.

È importante agire in fretta, convocando subito un tavolo tecnico e istituzionale per una ricognizione delle necessità finanziarie, presentando un progetto da finanziare anche in varie tranche. Un’urgenza dettata sia dalla gravità del problema, sia dal fatto che agosto sarà un mese decisivo per inoltrare una proposta progettuale del nostro territorio.

Migliorare la qualità delle acque che confluiscono nel nostro mare significa non solo garantire la balneabilità delle nostre spiagge, ma anche salvaguardare i terreni agricoli, irrigati con acque depurate alla fonte. Un ciclo virtuoso di cui beneficerebbe tutto il nostro ecosistema.

Infine, mi permetto di rivolgere lo stesso appello anche governatore del Lazio, affinché inviti gli altri Ato del Lazio a fare altrettanto, migliorando la qualità delle acque che confluiscono in mare sulle coste della nostra Regione, utilizzando lo stesso metodo e gli stessi fondi. In questo modo il Lazio potrebbe diventare la regione con le acque più cristalline di tutta Italia” chiosa Zaccheo.


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