CISTERNA-  Primo rappresentante pontino della massima serie del basket come arbitro, uomo garbato ed educato. Dino Mastrantoni – nato a Roma 62 anni fa – da una vita trapiantato a Cisterna di Latina con l’apertura della stagione agonistica 2004, ha fatto parte in pianta stabile dell’organico di 36 direttori di gara abilitati per comporre le terne arbitrali per i match della serie A1. Un traguardo prestigioso arrivato dopo 12 anni spesi nelle leghe minori: dalla serie D alla LegA2.  Una carriera iniziata nel lontano 1992, dopo vent’anni trascorsi in campo come giocatore nel Banco di Roma, poi i team latinensi Ab Latina e Sicma Sud, Anagni e Scauri. ‹‹Molti mi chiedono perché ho scelto questa strada – interviene Mastrantoni – la maggior parte dei cestisti, quando smette di giocare, se rimane nell’ambiente assume ruoli tecnici o dirigenziali: difficile che faccia l’arbitro. lo ho iniziato perché il mondo della pallacanestro mi mancava: mi mancava soprattutto il rumore della palla che rimbalza, il calore del pubblico ed il contatto con il parquet. Come arbitro potevo stare in campo e vivere quasi le stesse emozioni dei giocatori››.  Arrivare in A1 però è per pochi eletti: ‹‹Per emergere in qualsiasi disciplina devi essere bravo ma soprattutto fortunato, sono stato invogliato a proseguire nella carriera arbitrale da tante persone: mia moglie, amici, ex compagni di squadra, dirigenti. Tutti mi hanno sempre sostenuto, ad essene sincero non pensavo di arrivare in A1››. Al Lido di Jesolo (Venezia) al raduno di precampionato delle giacchette grigie c’era anche lui. ‹‹Alla prima partita ufficiale ero un po’ emozionato – ammette Mastrantoni – ma è passato subito. Le difficoltà? La differenza tra l’A1 e gli altri tornei che ho diretto fino a quel momento è una sola: tre arbitri invece di due. E’ meno dispendioso dal punto di vista fisico ma più impegnativo coordinare le competenze dei tre direttori di gara››.

Mastrantoni ha arbitrato partite di grande importanza per la classifica, guadagnando sempre la stima del designatore e dei dirigenti federali. Insieme a Tola e Giansanti, nel 2007, Dino ha diretto la Supercoppa italiana tra Montepaschi Siena e Benetton Treviso. La maggior parte dei cestisti quando smette di giocare  rimane nell’ambiente assumendo ruoli tecnici o dirigenziali,  difficile diventare arbitro, ruolo scomodo e impopolare. Mastrantoni – spinto dalla famiglia, dagli amici e da Annino Massese – si è accorto che il mondo della pallacanestro gli mancava davvero: il rumore della palla che rimbalza, il pubblico vociante ed il parquet. Smessi i panni di arbitro per sopraggiunti limiti di età, Dino ha poi assunto il ruolo importante di designatore arbitrale oltre ad organizzare riuscite ed indovinate manifestazioni estive. Sempre nel basket.


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