La sfida sul ring de La Deliziosa non è né O.K. né Corral

Il brutto spettacolo della rissa in piazza Attias di due giorni fa

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LIVORNO – Come la storia e madre natura ci insegnano ogni guerra prima o poi scoppia. A volte succede perché qualcuno viene buttato fuori di finestra, a volte perché l’erba del vicino è più verde della tua. Siccome prima di scoppiare ogni guerra ha una sua fase preparatoria il colpevole è chi ha lasciato che l’energia compressa trovasse una detonazione. Metà e metà? Proviamo a capirci qualcosa. Ci sono Andrea Meini, onesto e conosciutissimo pubblicitario 50 enne livornese e la bella coppia più giovane di gestori di locali, anch’essi onestissimi e conosciutissimi in città, Carlotta Taddei de La Deliziosa in piazza Attias e di un altro bar più piccolo in una traversa di via Grande e Massimiliano Caleo della storica e recentemente ristrutturata Baracchina Rossa. Sfida all’O.K. Corral è un bel film e non c’è dubbio, ma non ha niente a che vedere con Shakespeare, sarà difficile che si risolva tutto con tanto rumore per nulla e meno che mai sarà solo un sogno di una notte di mezza estate. Un po’ perché è l’ora dell’aperitivo, un po’ perché il momento non è dei più positivi in generale, con una guerra, questa vera, più grande delle solite a cui siamo abituati e con il Covid che va e viene, un po’ perché non è una commedia e Andrea Meini per quanto abbia cercato di difendersi con un tavolo all’ospedale c’è andato davvero ed è stato aggredito da tre persone senza che nessuno dei clienti del bar muovesse un dito e un po’ perché, infine, ci sono troppe accuse e controaccuse a cuor leggero da una parte e dall’altra, con Meini che pubblica il viso colpito e l’occhio destro ferito postandosi direttamente su Facebook insieme ai nomi e ai cognomi di Carlotta Taddei e del suo fidanzato, anche se Caleo non nominato direttamente, per poi parlare con i giornalisti delle stesse cose e rinnovare ancora le stesse accuse per la terza volta rendendole note alle forze dell’ordine. Mentre dall’altra di parte ci sono Caleo e Taddei che cercano anche loro la stampa con un comunicato a doppia firma inviato al giornale più importante della città e non solo in cui si fa riferimento a una “persecuzione” ai danni di Carlotta Taddei per altro incinta di 36 settimane, insieme alla totale estraneità dai fatti, alla fiducia nella giustizia, a una non precisata “vita precedente” non si capisce di chi; tutto questo senza che vi fossero obbligati. Futili motivi o qualcosa di più serio? Un regolamento di conti? A chi è scappata di mano la situazione? Taddei e Caleo sono realmente innocenti? Esiste un conflitto d’interessi tra la professione di pubblicitario di Meini e i due famosi e frequentatissimi locali delle serate livornesi? Sicuramente all’ora dell’aperitivo è un altro lo spettacolo a cui vorremmo assistere. Queste le dichiarazioni rilasciate alla stampa da parte di Carlotta Taddei e di Massimiliano Caleo in seguito alla denuncia a loro danno da parte di Andrea Meini dopo la rissa verificatasi due giorni fa in piazza Attias presso il bar La Deliziosa. Dichiarazione di Massimiliano Caleo: “Autorizzo a pubblicare solo questo: ci riserviamo di fornire le dichiarazioni tramite i nostri legali, ma fin da subito dichiariamo di essere certi di essere stati vittime, la mia compagna di aver subito ripetute molestie e reiterate persecuzioni, per quanto mi riguarda mi ritengo gravemente danneggiato nella mia immagine di gestore di locali di Livorno, non ritengo di essere responsabile di ciò che mi si accusa”. Dichiarazione di Taddei Carlotta: “in questo momento mi trovo incredula alla situazione avvenuta,temo per la mia incolumità visto le mie 36 settimane di gravidanza e temo per la mia immagine e quella del mio locale, che ultimamente visto la relazione puramente privata con il mio compagno mi ha portato a essere vittima di accuse pesanti sollevate dalla sua vita precedente. Per il resto lascio parlare i miei legali, perché anche se lenta continuo a credere nella giustizia”.


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Divento giornalista pubblicista nel 2012 lavorando per Il Tirreno per quattro anni e mezzo nella redazione della cronaca di Livorno, in seguito faccio varie esperienze personali sempre volte ad accrescere la mia esperienza professionale. Ho collaborato con più di un giornale on line, guidandone alcuni, ho lavorato come addetto stampa nel campo della politica, dello sport e dello spettacolo, attualmente affianco la professione giornalistica a quella di scrittore.